A2 Est: il punto dopo 10 giornate

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Dopo aver analizzato le prime cinque giornate di campionato, BasketUniverso torna con le sue analisi in merito al campionato di A2 in merito a ognuna delle squadre partecipanti: risalite, crolli, crisi, striscie vincenti…

Troverete le vostre squadre in ordine di classifica…BUONA LETTURA!

lnp lega nazionale pallacanestro

TREVISO (9-2): continua l’incessante ritmo da grande forza del campionato della De Longhi. Solo una sconfitta rimediata contro la Virtus Bologna, poi gli uomini di Pillastrini hanno sempre imposto il loro stile di gioco su ogni parquet calcato; aggressività difensiva e gioco veloce nella circolazione e incisivo vicino al ferro sono le armi su cui la capolista fa affidamento sicuro. A livello di singoli, continua il momento d’oro di Moretti, miglioramenti per incisività sotto canestro per Perry e DeCosey negli ultimi successi; Fantinelli resta il primo metronomo, Saccaggi e Rinaldi si trasformano in due pedine fondamentali uscendo dalla panchina per ambo le dimensioni di gioco. In attesa del reintegro di Negri, statistiche incoraggianti per il neo-acquisto La Torre.

VIRTUS BOLOGNA (8-2): momento magico in casa Virtus: 5 vittorie consecutive in appena 20 giorni, con gli scalpi importanti di Treviso e Udine. La mano di Ramagli è sempre più evidente e pietra angolare dell’identità di squadra, ben delineata in controllo del gioco e difesa aggressiva. Tutto ciò viene tradotto in migliore attacco del girone e sesta miglior difesa, capaci entrambi i salire di colpi nei momenti decisivi. Inoltre Lawson è al momento l’MVP del campionato, con l’americano che sta costruendo cifre importanti per sé e per i compagni. Attenzione però all’evidente stanchezza emersa nel tour de force di Novembre: con Ndoja sempre fuori per il problema alla caviglia e un Petrovic dal minutaggio ridotto, la coperta sotto canestro si sta facendo corta.

smith roseto

ROSETO (7-3): i piani alti restano fissi in casa Sharks che continua a brillare, nonostante alcuni infortuni abbiano condizionato le ultime performance. Il gioco continua a passare dalle mani fatate di Smith, giocatore sempre più letale in questa categoria, in calo però nelle ultime due gare, con Fultz che ha sempre in mano le chiavi della squadra; attorno a questi due, Amoroso è la grande riscoperta, con Mei e Sherrod importanti in termini di punti e rimbalzi; per Radonjic, Fattori e Casagrande, continua il lavoro sporco ma essenziale nei minuti concessi.

TRIESTE (6-4): dopo un inizio di campionato con una sola vittoria l’Alma ha deciso di fare sul serio e nelle ultime cinque partite ha ottenuto solo vittorie. Sicuramente l’aver giocato nella bolgia del Pala Rubini quattro di questi incontri ha facilitato le cose, ma non dobbiamo comunque sminuire le vittorie di Trieste, che è riuscita a rimediare alle mancanze di inizio stagione con l’innesto di Cittadini. Il lungo ex Brescia, infatti, ha portato esperienza e centimetri sotto le plance, dove l’Alma aveva sofferto nelle prime partite della stagione. La squadra di Dalmasson ha poi ritrovato l’americano Parks, che insieme al connazionale Green si è dimostrato devastante per la causa giuliana. L’Alma ha scoperto anche un leader in più in Da Ros, che spesso ha cercato di caricarsi sulle spalle la squadra nei momenti di difficoltà. Inoltre Bossi, a poco a poco, sta tornando quello dello scorso finale di stagione e l’intelligenza cestistica di Pecile e Prandin ha fatto il resto. Ora Trieste, caricata dalla vittoria nel derby con Udine, non vuole di certo fermarsi e lotterà per restare nelle posizioni di testa.

RAVENNA (6-4): le tre sconfitte consecutive hanno rallentato, se non ridimensionato, il ruolino di marcia della formazione giallorossa, che però resta ai piani che contano in un campionato affrontato con il giusto approccio finora; a livello di gioco, l’asse Marks-Smith continua a fare paura a tutte le difese, mentre il contributo più importante arriva dall’esperienza di Chiumenti e dai miglioramenti partita per partita di Tambone. La panchina dà il giusto minutaggio di ricambio con Masciardi, Sabatini e Raschi in grado di dare un buon imprinting sulla gara; minuti importanti arrivano anche per Sgorbati, in continua crescita.

MANTOVA (6-4): Dopo l’avvio di stagione shock con le quattro sconfitte filate la squadra di Martelossi si è rialzata alla grande ed il coach friulano degli Stings è passato dalla panchina traballante del supplementare di Chieti ad essere eletto miglior allenatore del mese di novembre per l’A2 Est. I lombardi sono in striscia positiva da sei partite e si solo rilanciati prepotentemente nelle zone alte della classifica, i principali punti di forza della squadra biancorossa sono l’intensità difensiva e la capacità di trovare ad ogni partita protagonisti diversi grazie ad un roster profondo, i due americani (Corbett e Daniels) stanno dando il loro importante contributo ma in queste sei vittorie tutti i giocatori di Martelossi hanno saputo a turno essere gli attori principali. Ora nelle cinque partite che rimangono in questo mese di dicembre Mantova si giocherà le sue chance di qualificarsi  per la Final Eight di Coppa Italia.

FORTITUDO BOLOGNA (6-4): con i ranghi completi, si comincia a delineare sempre di più l’impronta di Boniciolli e una mentalità vincente all’interno di questa Fortitudo, che dopo l’avvio altalenante, ha decisamente trovato una sua immagine nelle ultime cinque uscite. Prosegue con successo l’ulteriore maturazione di Candi, Knox è una costante nel gioco in post basso, mentre Mancinelli e Montano danno quel giusto apporto di punti e fisicità alla squadra. Il neo-arrivato Nikolic si sta inserendo bene, con applicazione e gradualità di risultati negli schemi biancoblu come testimonaniano gli 11.5 punti 5.3 rimbalzi di media nelle prime quattro gare disputate.

ASSIGECO (5-5): la squadra di coach Andreazza è ancora alla ricerca di un’identità precisa nel gioco e nei risultati, soprattutto nelle tre uscite contro Ravenna, Trieste e Chieti dove ha mostrato prestazioni dove ha mostrato gravi carenze offensive da alcuni dei suoi uomini migliori (Raspino e De Nicolao su tutti), nonostante il rientro preziosissimo di Formenti, che nelle quattro gare ha mostrato buone qualità nel gioco, ma non incisive sul risultato. Hasbrouck e Jones restano le pedine portanti del gruppo, ma ai rossoblu serve un deciso cambio di passo, perchè il modo di stare in campo non è solo poco piacevole, ma anche poco convincente.

IMOLA (4-7): grande rimonta in classifica da parte dei biancorossi, che dopo un’inizio al di sotto delle aspettative, stanno ritrovando gioco e risultati; con Norfleet sul piede di partenza, la società è dovuta ricorrere al mercato con l’ingaggio di Hubalek per dare man forte al backcourt composto da Cohn, Ranuzzi e Hassan che a turno stanno dimostrando di essere sempre più incisivi nel gioco di coach Ticchi soprattutto l’americano e il prodotto classe ’90 dei Rimini Crabs. Restano costanti purtroppo le carenze sotto i tabelloni e la poca vena offensiva mostrata dalla squadra nell’attaccare l’area.

(foto di Jessica Franceschini).
(foto di Jessica Franceschini).

UDINE (4-6): le ultime due sconfitte arrivate contro Imola e Trieste hanno forse ridimensionato la situazione della GSA, che ultimamente ha dimostrato di non essere ancora pronta al 100%. La squadra in attacco deve ancora riuscire a trovare un suo equilibrio (quarto peggior attacco ad Est con 71,1 punti di media), mentre continua a fare affidamento principalmente alle iniziative di Allan Ray. C’è poco da recriminare però a questa Udine, che si sta comunque conquistando un importante salvezza partita dopo partita e che rimane l’obiettivo per quest’anno dopo il ritorno in A2. Benissimo ancora in difesa, perché Udine è la seconda miglior difesa di tutto il campionato, fattore che più di una volta ha permesso rimonte determinanti e vittorie sorprendenti, come contro Verona. Adesso arriva il momento della verità, perché il calendario è ostico (Mantova, Treviso e Fortitudo sono tra le prossime avversarie) e si capirà se la GSA può continuare ad ambire ad un posto per i playoff o se invece ci si dovrà accontentare di lottare per la salvezza, aspettando risposte da un Gino Cuccarolo ancora poco incisivo.

JESI (4-6): finalmente è tornata la V! In casa Jesi, dopo le tre vittorie in avvio, sono arrivate ben sei sconfitte di fila in cui si è vista costantemente una squadra combattiva, forse troppo poggiante su Bowers e Davis, ma sicuramente in grado di tirar fuori nel modo migliore le qualità balistiche di ogni giocatore, esprimendo oltretutto un’interessante gioco di squadra, piacevole da vedere ed incisivo, sicuramente più divertente rispetto alla passata stagione. Ottime indicazioni continuano ad arrivare da Maganza e Benevelli.

VERONA (4-6): parlare di “cura Dalmonte” è troppo presto, certo è che la vittoria contro Forlì ha mostrato tutto quello che la squadra non era riuscita a dimostrare nelle ultime gare: gioco, lavoro di squadra, intensità, freddezza e aggressività, insomma la miglior Verona della stagione finora. Nelle ultime quattro però si era vista davvero una compagine carente in attacco e in difesa, poco lucida e spesso tradita dai suoi uomini migliori con Frazier, Robinson, Portannese, Diliegro e compagni troppo inconstanti nelle prestazioni. Che sia un segnale importante di risalita, lo sapremo al giro di boa.

moreno ferrara

FERRARA (4-6): per la compagine di coach Trullo, continua il periodo senza vittorie, ora a quota quattro, che stanno decisamente compromettendo il cammino, che dovrebbe essere in salita per una delle squadre più attrezzate del campionato. L’asse della squadra è retto quasi esclusivamente sul quintetto titolare, con Mastellari che sta evolvendo bene nel suo ruolo di tiratore puro; se le costanti si chiamano Roderick e Moreno, l’ago della bilancia risponde a nome di Laurence Bowers: il lungo americano continua ad avere problemi di falli e di condizione, cosa che si ripercuote sulle possibili soluzioni a disposizione e sull’andamento delle gare, considerate le corte rotazioni (Soloperto unico lungo di riserva). Ergo, a questa squadra servirebbe almeno un terzo giocatore di rotazione, possibilmente un lungo. A questo si aggiungono una difesa che non riesce a limitare le offensive degli esterni e una cattiva gestione del pallone in fase offensiva con quasi 16 palloni di media persi a gara, punto da sistemare assolutamente.

FORLì (4-6): purtroppo c’è tanto, tanto lavoro da fare per coach Gianelli. A livello tattico, la squadra sta disputando un campionato con luci ed ombre discontinue, che difficilmente danno un disegno preciso a livello di risultati, ma sicuramente sul campo è imprescindibile la base del gioco, fondata sulla forza di Blackshear e Crockett; se la palla non entra agli americani, la squadra pecca di un punto forte a cui affidarsi in campo. Inoltre, alcuni blackout difensivi e offensivi della partita, incidono parecchio sul rendimento. Solo la regia sempre più continua di Vico è una delle note positive, ma, come detto prima, c’è tanto lavoro.

CHIETI (3-7): continua a fatica il campionato delle Furie: l’impronta di coach Galli si vede sicuramente nel gioco di squadra con una intesa eccellente tra i giocatori, a dispetto anche delle basse percentuali. Il problema è che funziona a una sola metà campo: non c’è un sistema difensivo in grado di arginare gli attacchi avversari soprattutto all’interno del perimetro dove le squadre tirano con il 55% dal campo; Golden e Davis restano l’anima della squadra con Venucci primo assistman e Mortellaro, unico perno vicino al ferro.

RECANATI (1-9): la prima vittoria è solo un lontano ricordo, l’addio di Calvani non ha smosso le acque e ora in casa leopardiana si comincia a respirare un’atmosfera di paura; il lavoro continua, ma i risultati non arrivano da una squadra che non ha la forza mentale da reggere costantemente per 40’ con gare in cui si è ritrovata più volte avanti, per poi essere rimontata, superata e sconfitta. Segno anche di una difesa davvero horror. Le statistiche offensive di Reynolds, Bader e Loschi sono un sorriso appena accennato; ma la difesa vince le partite, e a Recanati non c’è difesa. Il penultimo posto è distante 4 punti: ora tocca a Sacco dare una scossa.

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