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Chi gioca all’estero?

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Introduzione

Nel panorama del basket italiano, anche se è ormai una costante di tutti gli sport, sono sempre di più gli atleti che si sono trasferiti all’estero. Oltre i confini nazionali i nostri atleti si cimentano con esperienze di gioco diverse, si concimano con altre realtà e con la diversità di società che esaltano comunque il loro talento.

Talenti che splendono oltre i confini nazionali

L’Italia vanta tantissimi primati ma quello sportivo non ha eguali. Ogni anno sono, infatti, moltissimi gli atleti azzurri che volano oltre i confini per prestare la loro professionalità a club esteri. Recentemente i riflettori si sono accesi sul basket con un notevole incremento di cestisti che hanno scelto di fare carriera all’estero. Per quanto sembri che il basket italiano ne possa uscire più povero, il fatto che questi atleti sperimentino il loro gioco all’estero, di riflesso, contribuisce ad arricchire quello nazionale. Quando questi talenti rientrano in Italia, portano con sé un bagaglio diverso e diversificato di esperienze nei campi che contribuisce a rendere diverse le dinamiche di gioco nostre.

Lo si vede bene nelle esperienze che fanno nella nazionale. La nostra nazionale azzurra è frutto di questa contaminazione di esperienze e i risultati che ha raggiunto negli ultimi anni, sono incoraggianti e molto positivi. In questo periodo, infatti, molti anche dei cestisti che giocano all’estero, sono impegnati, con la maglia della nostra nazionale, alle Olimpiadi di Parigi ed i pronostici sono parecchio positivi per cui è bene tenere d’occhio i nostri azzurri anche con le scommesse sportive.

Il quintetto da seguire all’estero

Tra i tanti cestisti italiani all’estero, alcuni si sono distinti per le loro performance sul campo. Ecco di seguito una lista di 5 top player attualmente impiegati in squadre non italiane.

Alcuni di loro scelgono squadre estere per acquisire un bagaglio tecnico-professionale di tutto rispetto.

Uno dei pupilli italiani che per la prossima stagione giocherà all’estero è Gabriele Procida. Comasco, classe 2002, già parte della nostra nazionale, gioca come ala nell’Alba Berlino. Nel 2022, dopo aver iniziato la sua carriera in Italia, ha firmato un contratto triennale con l’Alba Berlino, squadra militante in Bundesliga ed Euroleague. Quest’anno il comasco deve dare il meglio di sé per continuare a convincere i tedeschi e diventare un elemento chiave della squadra.

Il campionato tedesco è da sempre molto attento ai giovanissimi talenti ed infatti un altro talento puro nostrano come Matteo Spagnolo è compagno di squadra di Procida. Di ruolo playmaker, vanta un passato in Spagna, un ritorno in Italia ed attualmente sta giocando la stagione della svolta con la sua prima esperienza in Eurolega.

Gli Italiani in Spagna

Come per i tedeschi, anche gli spagnoli amano i cestisti italiani. Ne è un esempio Nico Mannion, senese del 2001, playmaker e guardia che solo la scorsa stagione è rientrato in Italia dopo un anno nelle fila della Saksi Baskonia con cui ha giocato anche l’Eurolega.

Insieme a lui in Spagna Momo Diouf, senegalese ma con cittadinanza italiana, ala grande nel Breogan della comunità autonoma galiziana. Una esperienza che può essere molto importante per la sua crescita professionale ed anche in vista del suo impegno con la nostra nazionale.

In ultimo ma non per ordine di importanza, anzi, Simone Fontecchio. La sua carriera parla da sé e racconta di un cestista davvero formidabile. Attualmente ala piccola dei Detroit Pistons dopo aver lasciato l’Italia è passato per l’Alba Berlino e dopo un triennio con i tedeschi è volato in America, prima tra le fila degli Utah Jazz e poi, dove gioca anche attualmente, con i Detroit Pistons. Il pescarese sta vivendo una stagione fondamentale anche considerando il suo impegno con la nazionale. Lo scorso anno ha anche preso parte ai Mondiali Maschili in Giappone, Filippine ed Indonesia chiudendoli all’ottavo posto.

Il trasferimento dei nostri talenti all’estero ha, dunque, un duplice effetto positivo. Non solo consente di migliorare le proprie competenze tecniche e tattiche, confrontandosi con i migliori cestisti del mondo, ma anche di portare nuove forze al nostro basket nazionale. Si tratta infatti di un vero e proprio scambio culturale e sportivo che fa bene al gioco in generale perché la diversità è sempre una ricchezza e perché molto spesso gli atleti che giocano all’estero, decidono di tornare in Italia con un certo bagaglio di esperienze.

Conclusioni

Un fenomeno molto diffuso, come la fuga dei cervelli, è quello che vede ogni anno diversi nostri cestisti, fare le proprie valigie ed andare a scivolare sui campi di basket del mondo. Tutto questo rappresenta una vera e propria tendenza positiva non solo per i giocatori ma per lo stesso basket nazionale che, ogni anno, si vede arricchito di giocatori con esperienze estere importanti. L’Italia brilla all’estero ma quando i nostri campioni rientrano mettono a frutto quanto hanno imparato. Rientrano con un bagaglio tecnico tattico davvero impressionante. Giocatori come Nico Mannion, Momo Diouf e Simone Fontecchio, sono solo alcune delle star italiane che brillano oltre i confini nazionali. La loro carriera è destinata ad inseguire successi davvero sbalorditivi e gli italiani ne potranno beneficiare vedendoli giocare con i colori della nostra nazionale.

Redazione BasketUniverso

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