Dimensione europea e il ruolo di anti-Milano: le missioni della Reyer Venezia nel segno della continuità

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Dopo la vittoria in Fiba Europe Cup e il primo posto in regular season, la Reyer Venezia ha saggiamente investito sulla continuità. La netta e amara sconfitta in semifinale playoff contro Trento poteva minare le certezze di un gruppo che, dopo la storica vittoria dello scudetto nel 2017, era riuscito a mantenere alto lo standard dei propri obiettivi e risultati.

Invece, sotto l’ormai solida guida di coach De Raffaele, il proprietario Brugnaro e il presidente Casarin hanno deciso di limitarsi ad integrare il roster dello scorso anno, senza stravolgimenti. Infatti, nel gruppo dei 14 giocatori che si appresta ad affrontare il doppio impegno campionato-Champions League, nei 6 nuovi arrivi vi sono i volti familiari di Julyan Stone e Tomas Kzylink. Il primo, tra i protagonisti dello scudetto di due anni fa, sarà di scena al Taliercio per la terza volta nella propria carriera. Un tira e molla infinito che permette agli oro-granata di avere un parco play completo, dove l’atletismo, la fisicità e le letture di Stone si completano molto bene con la creatività offensiva di Haynes e la regolarità del sempre affidabile De Nicolao.

Il secondo, guardia ceca classe 1993, era stato girato lo scorso gennaio in prestito a Siena in A2, dove ha recuperato dall’infortunio che lo aveva afflitto nei primi mesi in laguna con una grande continuità di impiego e prestazioni: 17,1 punti di media con il 55,3% da 2 e il 41,5% da 3. Può offrire alla Reyer Venezia una solida dimensione al tiro da fuori, a patto che riesca a guadagnarsi più minuti possibili al cospetto di Stefano Tonut, giocatore dal quale De Raffaele si aspetta un deciso salto di qualità. L’ultima stagione è stata poco entusiasmante: a fronte di un minutaggio in ascesa, sono calate le percentuali al tiro e la media di punti realizzati. L’obiettivo è cercare di essere più centrale nelle scelte e negli schemi offensivi di questa Venezia che, a fronte degli ormai “storici” americani, non gli ha affiancato giocatori ingombranti e accentratori. Nello spot di guardia l’unico ulteriore aggiustamento è stato quello di Marco Giuri, scelta intelligente per occupare una casella da italiano. Giocatore ormai ben collaudato in Serie A e capace di portare punti e soluzioni dalla panchina, anche in pochi minuti di utilizzo. Da non dimenticare la conferma di Bruno Cerella, ex idolo delle folle milanesi e jolly difensivo di indiscusso valore da potersi giocare in diverse occasioni.

Se Stone e Kzylink già conoscevano Venezia, Deron Washington porta con sé uno straordinario bagaglio di esperienza nel nostro campionato. L’esplosiva ala di Saint Louis ha lasciato ottimi ed indelebili ricordi in tutte le piazze nelle quali si è messo in mostra: Pistoia, Cremona e Torino, dove lo scorso anno ha contribuito all’inaspettata vittoria della Coppa Italia. Il prodotto di Virginia Tech offre un’esuberanza atletica con pochi pari, una discreta affidabilità al tiro da fuori e un grande acume tattico in entrambe le metà campo. La coppia con Austin Daye, a cui è stato rinnovato il contratto dopo l’arrivo a gennaio, promette di fare faville. Sono forse loro  il manifesto della pallacanestro che De Raffaele ha intenzione di mettere in mostra: dinamica, aggressiva, rapida, prestante fisicamente e che lasci poco tempo agli avversari per respirare ed organizzarsi. Quando invece, servirà una mente più riflessiva, esperta e adatta a muoversi in situazioni più intricate, la Reyer Venezia non avrà paura di fare affidamento su Michael Bramos, sulla sua esperienza e sul suo mortifero tiro da fuori. 

Sotto i ferri è arrivato il colpo di mercato dell’ultim’ora: trattasi dello sloveno Gasper Vidmar, campione d’Europa in carica con la sua Nazionale e reduce da anni di ottimo rendimento in Turchia con le canotte del Fenerbahce, del Besiktas, del Darussafaka e ultima del Banvit, con la quale ha vinto la coppa nazionale nel 2017. Una pedina di straordinaria esperienza e di assicurato impatto fisico che va a rinforzare un reparto che può contare sulla mobilità di Mitchell Watt, sull’esplosività di un Paul Biligha in costante ascesa e sulla sostanza portata dalla panchina da Valerio Mazzola, altra pedina italiana di comprovata esperienza ben individuata da Venezia.

Con questo arsenale di giocatori, di qualità e caratteristiche diverse e complementari, De Raffaele cercherà di orchestrare uno spartito comune, ma che non dovrebbe avere problemi nell’adattarsi a momenti ed avversari ostili. I risultati in preparazione sono stati piuttosto altalenanti, anche a causa di infortuni e nazionali, ma la squadra al completo si presenta come la più credibile alternativa allo strapotere milanese (seppur a debita distanza). Lo scudetto appare impresa proibitiva, ma sarà importante per la Reyer Venezia essere in forma nei momenti cruciali, vedasi le Final Eight di Coppa Italia e le sfide più delicate della Champions League. Ripetere le final four di due anni fa sarebbe un epilogo possibile, consono e di gran lustro per questa squadra che, di anno in anno, lavora con buoni risultati per non essere una meteora, ma una realtà consolidata nell’élite del basket italiano. 

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