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F8, Milano-Tortona le pagelle: Melli, Hall e Hines i migliori, Macura bene, Sanders annullato

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A|X ARMANI EXCHANGE MILANO

N. Melli 8: Nella prima parte di gara si muove bene vicino al ferro in attacco, lavorando bene anche a rimbalzo, e in difesa contiene senza particolari problemi i lunghi avversari. Il meglio lo dà nel quarto periodo dove sale in cattedra segnando 7 dei 14 punti totali. Chiude sfiorando la doppia doppia: 14 punti e 9 rimbalzi.

S. Rodriguez 7,5: Nonostante qualche errore al tiro a causa della pressione di Mascolo il suo lavoro nel secondo quarto è fondamentale per evitare la rimonta avversaria. Dopo un passaggio a vuoto nel terzo quarto, si rivela decisivo nell’ultima frazione dove segna una tripla decisiva per mettere in ghiaccio la gara.

G. Ricci 5: Per descrivere il suo primo tempo basta ricordare due episodi: la palla persa passandola a Hines che ancora non aveva superato la metà campo e il gioco da 4 punti regalato a Macura. Si rivede giusto a 2 minuti dalla fine con la partita già chiusa.

P. Biligha sv: Vede il campo solo negli ultimi due minuti.

D. Hall 8: Trenta minuti di difesa quasi perfetta, anche se a volte è stato costretto a usare le maniere forti (5 falli). Nel terzo quarto ha risolto i seri problemi dell’attacco milanese segnando 7 dei 12 totali.

M. Delaney 6: Al contrario della semifinale riesce subito a mettersi in ritmo, ma i piccoli di coach Ramondino gli rendono la vita molto difficile per tutta la partita costringendolo anche a qualche forzatura di troppo. In difesa è disattento in qualche frangente, ma tutto sommato la sua prestazione è sufficiente.

T. Baldasso sv: Gioca giusto 5 secondi nel primo tempo e poi gli ultimi due minuti di gara.

T. Daniels 5: Nel primo tempo mette in mostra tutti i suoi limiti difensivi contro Macura e, in parte, anche contro Sanders. Nella ripresa sta in campo solo 3 minuti. In tutto ciò non è mai riuscito veramente a mettersi in ritmo al tiro.

D. Alviti 5,5: Sebbene sia riuscito a rubare un pallone e guadagnare antisportivo, la sua prestazione è comunque insufficiente visto lo scarso lavoro fatto nella metà campo difensiva.

K. Hines 8: Quando conta viene fuori. Ventisei minuti di clinic difensivo contro i lunghi avversari, facendo sentire la sua presenza anche a rimbalzo. Fa benissimo tutto il famoso “lavoro sporco” che non si vede sulle statistiche, ma che ha un’importanza capitale per vincere la partita. Assieme a Hall è decisivo nel terzo quarto nell’evitare il rientro di Tortona.

B. Bentil 6: All’inizio commette due falli in altrettanti minuti e il suo minutaggio complessivo ne risente, venendo centellinato da coach Messina. Nonostante ciò continua comunque a dare il suo contributo alla causa.

L. Datome 6,5: In attacco fatica a trovare ritmo, ma in difesa mette bene pressione agli avversari. Nella ripresa prova a sbloccarsi, ma ci si mette anche la sfortuna (un paio di conclusioni entrano ed escono dal canestro), ma nel quarto quarto si ritrova in mano due palloni pesanti da dietro l’arco per chiudere la gara e quelli li manda a bersaglio.

All. Ettore Messina 7: L’approccio è giusto, con i suoi ragazzi che indirizzano subito la partita imponendo il proprio ritmo. L’alternanza tra zona e uomo della Bertram, unita a una grande pressione difensiva, gli crea più di un grattacapo. Nel terzo quarto Milano entra in campo con l’idea di aver già chiuso la gara e subisce la voglia di rientro degli avversari, ma anche qui è bravo a fermare la partita e trovare in Hall e Hines le chiavi di volta del match. La difesa messa in mostra nel quarto periodo è semplicemente perfetta.

BERTRAM DERTHONA TORTONA

J. Cannon 5,5: Lottare contro i lunghi dell’Olimpia non è facile, ma in un paio di situazioni si perde Bentil che gli taglia comodamente dietro la schiena e ne appoggia due facili.

R. Tavernelli 5: Pesano tantissimo quelle due palle perse consecutive all’inizio del quarto periodo.

A. Filloy 6,5: Entra dalla panchina con la solita garra, difendendo molto bene e segnando canestri importanti nel rientro della Bertram nel terzo quarto. Non a caso viene premiato come miglior sesto uomo dell’intera competizione.

B. Mascolo 6,5: Prova a rendere la vita difficile a Delaney e a Rodriguez e con il primo ci riesce per qualche scampolo di partita. In attacco è un’ottima alternativa a Macura, anche se la difesa poi si aggiusta anche su di lui costringendolo a qualche forzatura di troppo.

L. Severini 5,5: Mette in campo tutta la voglia e tutta l’energia possibile, ma lunghi avversari sono di un’altra categoria.

J. Sanders 5: È il vero assente di questa finale. La difesa su di lui è stata sicuramente preparata ad hoc da Messina, tanto che non riesce a mettersi in partita praticamente mai fino a sbagliare anche un paio di triple aperte.

M. Daum 5,5: Il suo lavoro è più in difesa che in attacco, dove si è comportato bene non solo contro i diretti avversari, ma anche in qualche situazione di cambio difensivo (in particolare contro Rodriguez dove lo ha costretto a forzare il tiro alla fine dei 24). Paga però il fatto di non essersi fatto vedere nella metà campo offensiva come nelle uscite precedenti.

T. Cain 5,5: Perde la battaglia con Hines, ma non senza lottare. In attacco viene limitato e non poco, tanto che si prende solo due tiri, ma nell’altra metà campo in qualche situazione riesce ad avere la rivincita. Riesce almeno a far sentire la sua presenza a rimbalzo sia in attacco (5) che in difesa.

J.P. Macura 7: È il migliore della Bertram. L’unico capace di metterlo lievemente in difficoltà è stato Hall, ma a parte il #22 di Milano è riuscito a segnare tranquillamente contro tutti i difensori ruotati da coach Messina. Nel secondo quarto è una furia, segnando 11 dei 17 punti totali, e anche nel terzo periodo è riuscito a muovere il tabellino. Nell’ultima frazione viene limitato dalla difesa milanese e coach Ramondino, visto l’andazzo della partita, lo toglie a 5 minuti dalla fine.

All. Marco Ramondino 6,5: La sua Tortona esce tra gli applausi della VitriFrigo Arena e seppur la cenerentola della competizione non sia riuscita a coronare il sogno di diventare campionessa ha mostrato ancora una volta a tutta la Serie A di che pasta è fatta. Ammirevole la voglia di tornare, di forza, in partita nel terzo quarto dove, con la solita alternanza zona-uomo, l’attacco di Milano viene limitato a 12 punti.

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