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Hugo Gonzalez, mezzi moderni e versatilità di gioco. Ecco chi è il nuovo debuttante del Real Madrid

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Ormai è da tanto che parliamo del Real Madrid come squadra tesa sempre al rinnovamento e capace di buttare nella mischia nuove leve del proprio settore giovanile. L’argomento è sempre più ripetitivo, ma d’altronde se uno dei club più vincenti del mondo investe su sé stesso per mettere in campo i frutti del suo lavoro è quasi d’obbligo prendere appunti. Soprattutto considerato il fatto che quest’estate, gran parte dei pezzi dell’ultima formazione U18 blanca hanno fatto le valigie: l’estone Henri Veesar e lo skilled big Baba Miller hanno deciso di intraprendere l’avventura NCAA rispettivamente verso due istituti d’eccellenza quali sono Arizona e Florida State; le guardie Urban Klavzar e Juan Nunez hanno trovato ottime collocazioni in club di prima fascia quali UCAM Murcia e Ratiopharm Ulm in prestito; per chiudere, il collante Sediq Garuba ha accettato di partire dalla LEB Silver con il Cartagena.

Ma il rincalzo per la formazione giovanile non si è fatto attendere: con il lancio di Eli NDyiae come membro fisso della prima squadra, ora il gruppo è composto da giocatori con ottime doti in aree specifiche del gioco, ma solo un paio di loro possiedono mezzi all-around da giocatori moderni. Uno di questi è la promessa serba Mitar Bosnjakovic, ma il vero perno centrale del gioco con spiccate doti di leadership e una presenza in campo che influenza tutti quanti è senza dubbio Hugo Gonzalez.

Classe 2006, Hugo è cresciuto con una palla da spicchi in mano, avendo avuto entrambi i genitori ex-giocatori di pallacanestro militanti nell’altra compagine conosciuta di Madrid, ovvero l’Estudiantes. La sua formazione è però avvenuta fuori dai radar, ossia nel settore giovanile del CB San Agustín de Guadalix, passando nella cantera dei Blancos a 11 anni. Da qui il percorso è stato sempre più in continua crescita, fino al culmine del Mondiale U17 a Malaga come unico 2006 della formazione iberica che ha poi conquistato l’argento, cedendo il passo solo agli USA. Ma non è finita qui: alla seconda giornata del campionato ACB ha debuttato contro l’Obradoiro diventando il quarto giocatore più giovane di sempre ad esordire con il Real Madrid. Nei 4′ concessi dal coach Chus Mateo ha messo a segno 4 punti.

FISICO

Hugo Gonzalez è un’ala di 198 centimetri che mette in mostra un mix unico: forza, agilità, controllo del corpo, capacità di muoversi in spazi stretti e una buona lateralità. A questo si aggiunge una mobilità instancabile nell’arco della partita su ambo le metà campo che lo rende un giocatore in grado di gestire e imporre alte intensità di gioco che gli avversari non possono reggere.

TECNICA

Non solo dimostra un grande fisico, ma anche un set tecnico molto avanzato per un 3: ha già una buona familiarità nel palleggio, essendo in grado di poter giocare anche come 2nd handler/PNR user, oltre ad avere una buona visione di gioco con cui può innescare i compagni con letture veloci a tutto campo. Il tiro è uno di quegli aspetti su cui può lavorare maggiormente: nonostante una meccanica già efficace e automatizzata in grado di produrre ottime percentuali dentro l’area, manca di consistenza oltre l’arco (seppure durante il warm-up dimostri uno stroke molto buono).

ATTACCO

La capacità di diversificare soluzioni on-ball e reagire rapidamente lontano dalla palla lo rendono un perno offensivo chiave del gioco: con la palla in mano, è un vero e proprio catalizzatore in grado di costruire il gioco sia per sé stesso che per i compagni tra uso del PNR e isolamento uno-contro-uno. Nelle collaborazioni, è veloce a leggere le reazioni della difesa per cambiare passo e attaccare in prima persona o coinvolgere il rollante, mentre nei duelli individuali si protegge bene con il corpo a cui unisce cambi di mano, finte e capacità di spingere fino in fondo per un tiro ad alta percentuale, arrestandosi in corsa anche per un buon jumper dalla media. Non sempre però il suo decision-making è corretto: a volte il suo ritmo non è in linea con quello dei compagni, inoltre tende a inguaiarsi nel traffico dell’area in penetrazione perdendo facilmente la palla.

DIFESA

Seppure sia un talento offensivo stellare, non è da meno anche nella metà campo difensiva: concentrazione, capacità di cambiare su più ruoli (2-3-4) e un buon uso dei fianchi per spingere lateralmente lo rendono già un buon difensore sulla palla che difficilmente concede il lato all’avversario, anche se non mancano le sfide difficili contro giocatori più veloci o più astuti. Anche off-ball però è molto efficace, grazie alla sua capacità di inserirsi con decisione sulle linee di passaggio, oltre ad aiutare sotto le plance con la sua apertura alare per negare o addirittura stoppare i tiri degli avversari; può essere più veloce nelle letture, ma questo si può lavorare con il tempo.

 

Nonostante un profilo da giocatore invidiabile, la sua maggiore debolezza è anche uno dei suoi punti di forza: la competitività. Il suo desiderio di dominare, la voglia di sfide sempre più difficili, il giocare duro e aggressivo è parte radicale nel carattere del giocatore, ma quando il livello della pressione si alza e il suo gioco comincia a perdere colpi, perde gradualmente il controllo e questo penalizza anche la squadra. La gestione dei nervi e il lavoro sul linguaggio corporeo sarà un punto chiave nel processo evolutivo del madrileno.

A conti fatti però si tratta probabilmente del miglior prospetto della sua classe, che va ad aggiungersi a Bassala Bakayoko (in forza al Fuenlabrada), tra i talenti non-americani già segnati sul taccuino degli addetti ai lavori transoceanici per il Draft 2025. Con l’augurio che il potenziale possa ancora crescere e guadagnarsi sempre più spazio.

 

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