Il Draft dei Celtics: come spendere le quattro scelte a disposizione?

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Si è conclusa da poco la stagione dei Boston Celtics, fermati dai Milwaukee Bucks nelle Semifinali di Conference. Le aspettative per la squadra biancoverde erano molto alte, frutto del rientro dall’infortunio di Hayward, della maturità raggiunta da Tatum e dell’anno in più di esperienza di Irving, che la scorsa stagione non aveva comunque giocato la post-season. Tutte queste aspettative, già parzialmente deluse durante la regular season, sono andate a schiantarsi contro Giannis Antetokounmpo e i Bucks, che ne hanno messo a nudo i problemi e cancellato del tutto le speranze dei tifosi biancoverdi di raggiungere le Finals.

Fatte le dovute considerazioni sulla stagione passata, è già il momento di pensare al futuro a Beantown. La squadrà allenata da Brad Stevens subirà, per forza di cose, in estate una grande rivoluzione, visto il numero di  possibili partenti. A giugno scadranno i contratti dei vari Irving, Horford, Rozier, Morris, Baynes e Theis. Mettendo da parte Horford, il quale dovrebbe rinnovare il contratto a condizioni più vantaggiose per la franchigia, gli altri testeranno tutti la free agency, ognuno con diverse possibilità di tornare a Boston. Il roster quest’estate, almeno ad inizio mercato, avrà parecchi buchi: la squadra si ritroverà senza playmaker, sia titolare che riserva, senza un’ala grande titolare e senza un backup per Horford nel ruolo di centro. Saranno fondamentali a quel punto le ben quattro scelte al Draft che Danny Ainge potrà utilizzare per “riparare” il roster biancoverde. In questo articolo ci travestiremo da GM dei Celtics e proveremo a immaginare per quali prospetti la franchigia potrebbe spendere queste chiamate.

I Boston Celtics possiedono le scelte n° 14, 20, 22 e 51. Dato per scontato che i migliori playmaker del Draft, come Morant, Garland e White, andranno via in Top 10, ai Celtics converrà usare la loro pick n°14 per coprire un altro ruolo da titolare attualmente libero: quello di ala grande. Quest’estate saranno free agent sia Marcus Morris che Aaron Baynes, giocatori che finora hanno occupato quella posizione. Robert Williams e Guerschon Yabusele sono lontani dal meritare il posto da titolare, dunque il Draft sarà una prima occasione per cercare di coprire quel ruolo. Alla 14° scelta i Celtics spereranno di arrivare a Rui Hachimura, anche se il giocatore difficilmente sarà disponibile. Il giapponese sembra essere già promesso sposo dei Minnesota Timberwolves, che hanno la pick n°11. Altro giocatore che è da tempo tra i pensieri di Ainge è Sekou Doumbouya. Il francese potrebbe essere effettivamente la pick che i Celtics spenderanno alla chiamata n°14: se infatti Hachimura verrà scelto prima, Boston potrebbe virare sull’ala francese in forza al Limoges.

Alla chiamata n°20, Ainge dovrà cercare un giocatore che possa far rifiatare il quasi 33enne Al Horford. Intorno alla #20 ci sono molti giocatori che potrebbero interessare alla dirigenza biancoverde: se non dovesse essere preso prima, Bol Bol potrebbe essere un’ottima scelta per il gioco di Brad Stevens. Il figlio di Manute infatti possiede un ottimo tiro da 3 punti, nonostante i suoi 2.18m, come dimostrato ad inizio stagione ad Oregon. Questa caratteristica sarebbe molto importante per il gioco dei Celtics, visto che nel basket moderno è sempre più importante avere un centro con range di tiro, cosa che aveva imparato a fare a tratti anche Baynes. Le alternative si potranno trovare nei profili di Goga Bitadze, Charles Bassey e Daniel Gafford. Di questi ultimi tre soprattutto il primo potrebbe interessare ad Ainge, amante delle scommesse europee.

Partendo dal presupposto che questa sia la direzione presa dai Celtics, alla 22° la dirigenza biancoverde si troverebbe davanti ad un bivio: prendere un altro lungo di riserva, da far crescere, magari in G-League, in attesa di un futuro addio di Horford, oppure potenziare il pacchetto guardie, formato attualmente dai soli Jaylen Brown e Marcus Smart? In entrambi casi ci sono giocatori che potrebbero fare al caso dei biancoverdi. Se i Celtics dovessero optare per un lungo, potrebbero prendere uno dei tre sopracitati, se ancora disponibili. Nel caso in cui non lo fossero, la dirigenza potrebbe andare su Naz Reid, centro di Louisiana State. Se Ainge invece dovesse decidere di rinforzare il ruolo di guardia, potrebbe andare con Tyler Herro, freshman di Kentucky University. Il giocatore potrebbe essere funzionale al gioco di Stevens in fatto di spacing, grazie ad un ottimo catch&shoot dalla distanza. In alternativa un buon prospetto nel ruolo di guardia potrebbe essere Kevin Porter Jr., freshman uscente da USC. A differenza di Herro, Porter è più fisico ed imponente a discapito dell’agilità, caratteristica invece importante del primo.

Con la 51° e ultima chiamata ci saranno molteplici possibilità, ma i Celtics sanno bene di dover rinforzare in qualche modo il ruolo di playmaker. Con i probabili addii di Irving e Rozier, o almeno di uno dei due, nel ruolo rimane soltanto Brad Wanamaker, che ha collezionato 9.5 minuti di media in appena 36 partite durante tutta la stagione. Essendo quello del 2019 un Draft abbastanza povero per quanto riguarda le point guard, i migliori vengono proiettati in gran parte in Top 10. Se servisse un titolare, Ainge dovrà guardare alla free agency: per la panchina, invece, potrebbero essere interessanti giocatori come Carsen Edwards, Kyle Guy, Jaylen Hands e Jalen Lecque. Quest’ultimo potrebbe essere il profilo ideale poiché, uscendo direttamente dalla high school, potrebbe essere un diamante grezzo tutto da scoprire.

In questo possibile scenario, dopo il Draft NBA la squadra di Ainge sarebbe quasi al completo, mancherebbe soltanto il playmaker titolare. La dirigenza proverà sicuramente a trattenere uno tra Irving e Rozier, anche se al momento sembra difficoltoso in entrambi i casi. Se entrambi dovessero rifiutare le offerte provenienti da Boston, la franchigia biancoverde disporrà di circa 20-25 milioni di spazio salariale libero per trovarne uno in free agency (dato per scontato il rinnovo di Horford). Ciò non consentirà sicuramente di arrivare a top player come Kemba Walker e D’Angelo Russell, che puntano ad un max salariale, ma a profili più simili a Ricky Rubio, Darren Collison e Patrick Beverley, tutti liberi in estate.

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