L’Italia perde meritatamente all’esordio contro una Grecia che si è dimostrata più forte e ha sempre condotto l’incontro. La differenza di atletismo ha giocato un ruolo fondamentale in favore dei greci, trascinati come prevedibile da Giannis Antetokounmpo. L’Italia, invece, paga una serataccia del proprio leader, Simone Fontecchio, ma può non deprimersi eccessivamente dopo aver perso contro una big senza praticamente ricevere alcun apporto del suo uomo migliore.
La difesa della Grecia
La produzione offensiva limitata di Fontecchio è una delle chiavi della sconfitta azzurra. Il fenomeno abruzzese è stato limitato a 4 punti, tutti segnati negli ultimi minuti. Cifre impietose per il giocatore azzurro che ha concluso con 1/11 dal campo e 1/5 da tre punti. Grandi meriti alla difesa greca, con la staffetta ordinata da Spanoulis che ha finito per sfiancarlo. Le mani addosso della difesa avversaria hanno messo in difficoltà fin da subito la nostra stella ma al di là della fisicità c’è tanta preparazione nella prova greca su di lui. Grandissima concentrazione in tutte le situazioni che Simone predilige, come l’uno contro uno o il tiro in step back, aiuti sempre pronti a scattare con il chiaro obiettivo di togliergli il pallone tra le mani. Per non parlare delle difficoltà nel riceverlo quel pallone. Una strategia volta a escluderlo dal gioco, a non fargli trovare ritmo e a non farlo mai entrare in partita che la Grecia ha interpretato alla perfezione dal primo all’ultimo secondo, senza mai abbassare la guardia.
Le possibili contromisure
L’Italbasket ha risposto in maniera adeguata a questi accorgimenti? Non del tutto. Da parte nostra probabilmente è mancata la capacità di coinvolgerlo in situazioni meno tradizionali, probabilmente sarebbe servito utilizzarlo maggiormente da palleggiatore in situazioni di pick and roll per consentirgli di trovare ritmo. Va detto, però, che in questo modo si sarebbe accentrato ancora di più il gioco su di lui, forse finendo per favorire ulteriormente la tattica ellenica. Quando, invece, ha giocato da bloccante, scegliendo sempre di aprirsi ovviamente, la difesa era sempre concentratissima su di lui e rapida nel recupero. Anche da qui l’Italia non ha mai preso vantaggio. Ma anche quando Simone ha provato a “nascondersi dietro il cespuglio”, lasciando la palla agli altri per giocare sugli scarichi con catch & shoot o riattaccando il close out, le cose non sono migliorate. Per qualche minuto nel finale del primo tempo ha giocato anche da quattro e non è dispiaciuto, ha creato qualcosina pur continuando a non trovare gloria personale. Per sbloccarlo si sarebbe potuta ritentare questa strada che quanto meno andava a cozzare con lo spartito ordinato da Spanoulis. Alla fine però nel quintetto piccolo l’Italia ha trovato ottime risposte da Niang nello spot di ala grande e così Fontecchio è tornato al suo ruolo naturale. Insomma, sembrano molti di più i meriti dei greci che i demeriti di Simo e dello staff.
Serata storta o forma non al top?
Una serataccia (amplificata dai meriti avversari) può capitare a tutti, lo ha detto anche Pozzecco che ha pure sottolineato la grande prestazione difensiva della sua star. Il Poz ha predicato calma, dicendosi sicuro che Fontecchio tornerà a segnare come sa. E francamente non c’è bisogno di credere che la sua non sia stata la classica serata storta. La cosa preoccupante è che Simo non è sembrato al meglio della brillantezza dal punto di vista fisico. L’airball con cui ha aperto la partita e le espressioni stremate con cui l’ha chiusa non sono segnali confortanti in tal senso. La speranza è che si tratti solamente di sensazioni sbagliate di chi scrive…
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