Mi ritorni in mente… Nicolás “il Cardinale” Mazzarino

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Nicolas Mazzarino (gazzetta.gr)
Nicolas Mazzarino (gazzetta.gr)

Primo appuntamento con la nuova rubrica “Mi ritorni in mente”, nella quale intervisteremo giocatori che hanno fatto in qualche modo la storia del nostro campionato.

Protagonista di giornata è Nicolás Mazzarino, guardia uruguayana ed ex capitano della Pallacanestro Cantù.

Nel 2013 sei tornato in Uruguay, come giudichi questi 3 anni nel tuo paese?

Con questa sono tre le stagioni e abbiamo vinto due campionati. Quest’anno siamo stati eliminati in semifinale (il Malvin è stato sconfitto per 3-1 dal Defensor Sporting, ndr). L’impatto è stato grossomodo quello che mi aspettavo, c’è un grande cambiamento tra giocare in Italia e in Uruguay, ma questo già lo sapevo.

Negli ultimi mesi si è parlato di un tuo possibile ritorno in Italia. Cosa ti senti di dire in merito?

Rimarrò in Uruguay e non tornerò in Italia. Questo è stato un anno molto duro e molto lungo. Non credo di avere delle condizioni fisiche adatte per giocare in Serie A e posso dire che la carriera europea si è chiusa in maniera definitiva.

gerasimenko cantùNel corso di questa stagione a Cantù c’è stato il passaggio del testimone da Anna Cremascoli a Dmitrij Gerasimenko, una personalità molto rivoluzionaria nel suo modo di pensare. Cantù, dopo questa stagione negativa, può tornare a lottare per qualcosa di concreto?

E’ difficile da dire perché non conosco tutte le notizie alla perfezione. Il cambio è stato fatto a stagione in corso e va detto che è stata fatta una vera e propria rivoluzione al roster. In queste situazioni non è sempre facile creare una chimica di gruppo e di gioco e penso che sia questo il vero limite di Cantù. Se il nuovo presidente rinnoverà la squadra dall’inizio della prossima stagione, penso che i brianzoli possano tornare ad alti livelli, come lo sono stati negli ultimi anni. Detto ciò, penso e soprattutto spero, che quest’anno Cantù riesca a ottenere la salvezza. In caso di permanenza nella massima serie, il prossimo anno sarà diverso.

La retrocessione di Cantù può essere vista anche come un qualcosa di negativo per il movimento.

Sì, Cantù è una squadra che ha molta storia e negli ultimi anni è sempre stata tra le prime quattro posizioni, facendo dei bellissimi campionati.

Nei tuoi anni a Cantù hai giocato numerosi derby sia contro Varese che contro Milano. Quali sono i tuoi ricordi di quelle partite?

Quelli sono i derby più sentiti dai tifosi. Sono partite veramente speciali, in cui la gente ti fa capire che devi vincere per forza di cose. Quando entri in campo ti accorgi che quelle sono partite che si giocano non solo con la testa, ma anche con il cuore. Sono partite molto difficili, ma allo stesso tempo molto belle da giocare.

Nicolas Mazzarino festeggia la conquista della Supercoppa. Con lui Leunen, Markoishvili, Aradori e (gmvmeetbasket.it)
Nicolas Mazzarino festeggia la conquista della Supercoppa. Con lui Leunen, Markoishvili, Aradori e (gmvmeetbasket.it)

In 8 anni con Cantù hai vinto solo una Supercoppa Italiana, c’è qualche rimpianto per aver vinto solo una Coppa?

Sì, sono dispiaciuto perché secondo me potevamo vincere qualcosa in più. Abbiamo perso due finali di Coppa Italia e una finale di Supercoppa in quei 4-5 anni in cui siamo stati tutti insieme. Abbiamo anche raggiunto una finale scudetto, perdendo contro Siena. La squadra era buona, il budget non era quello adatto per lottare per vincere, ma siamo riusciti a rimanere lì. Ci dispiace, ma comunque abbiamo vinto almeno una Supercoppa. Il nostro vero problema è stata Siena che aveva un budget molto superiore e dominava sempre, dimostrandosi una squadra veramente tosta. Noi con un buon gioco li abbiamo messi in difficoltà riuscendo anche a vincere un titolo.

La tua avventura in Italia è iniziata a Reggio Calabria, società che ora si trova in A2. Pensi che i calabresi possano tornare ai livelli di un decennio fa?

E’ difficile da dire perché in questi anni Reggio Calabria ha avuto diversi problemi economici e non conosco bene l’attuale situazione. E’ indubbiamente un bellissimo posto con persone fantastiche e mi piacerebbe che Reggio tornasse ad alti livelli. Come ho detto non so quale sia l’attuale situazione, ma mi piacerebbe rivedere Reggio Calabria in Serie A.

Nelle ultime stagioni molti allenatori lamentano il fatto che i giocatori abusano del tiro da 3, quella che era la tua specialità. Come lo commenti?

Non so se si stia rovinando il gioco, ma bisogna vedere come si usa. Molte squadre abusano del tiro da 3, ma con questo tipo di tiro si possono creare ottime azioni. Va detto che se i grandi allenatori dicono questo devono avere le loro ragioni, ma non so se effettivamente si rovini. Il basket ora è diverso, è cambiato in questi anni e continuerà a cambiare. Se una squadra ha dei buoni tiratori da 3 riesce a fare un buon basket o creare i giusti spazi per quel tipo di gioco.

Mazzarino con la maglia del Malvin (pordeciralgo.com.uy)
Mazzarino con la maglia del Malvin (pordeciralgo.com.uy)

A ottobre compirai 41 anni, hai già deciso quando appendere le scarpe al chiodo?

Questa è una bella domanda. Sento di essere arrivato quasi al capolinea, ma mi piacerebbe giocare ancora un anno, non di più. Il fisico non è più quello di prima, spesso sento dolori, ma ho ancora voglia e spero di poter giocare ancora un anno.

Una volta che dirai definitivamente addio al basket giocato, pensi di poter tornare in Europa per tentare la carriera come dirigente o allenatore?

Sarebbe una bellissima esperienza. Ora sto facendo il corso di allenatore in Uruguay e quest’anno inizio l’ultimo livello, quello per essere capo-allenatore. Sarebbe anche difficile per via della mia famiglia, non so cosa succederà in futuro. Indubbiamente sarebbe bello tornare in Europa ed essere parte integrante di uno staff tecnico.

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