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Nel Continente Nero

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Scrivere una classifica – una Top 10 in questo caso – è spesso un esercizio lezioso che finisce per sollevare un vespaio di polemiche. Di conseguenza, il buon senso consiglierebbe di evitare l’esposizione al pubblico ludibrio e volgersi ad altre attività. Chi scrive però non ha poi troppo da fare e anche se dovessero arrivare delle critiche, farà sua con una certa superbia la frase di Bulgakov: «L’insulto è la ricompensa abituale per un lavoro ben fatto».

Del resto, la classifica dei dieci migliori giocatori africani di sempre potrebbe essere meno problematica rispetto ad altre, anche solo per il semplice fatto di aver a che fare una tradizione minore in termini cestistici, almeno per quelle che sono le imprese sportive nella parte del mondo in cui sta chi scrive. Nei prossimi anni questa classifica, a parte per qualche nome, è destinata a essere oggetto di obsolescenza molto di più di altre visto il fiorire di sempre nuovi talenti africani. Una premessa prima di cominciare: si considerano giocatori africani quelli effettivamente nati o cresciuti in Africa.

 

#10 Bismack Biyombo

Phoenix Suns, confermato Bismack Biyombo per tutta la stagione -  Basketinside.com

Viste le doti atletiche si pensava fosse in grado di crearsi uno spazio maggiore nella lega, ma una scarsa comprensione del gioco e il limitato impatto offensivo ne hanno limitato le possibilità, nonostante la possibilità di buttare giù molti rimbalzi e stoppare molti palloni. Negli ultimi anni si è ritagliato un ruolo di lungo energico in uscita dalla panca e sembra aver finalmente trovato una propria dimensione, come dimostra anche la buona annata a Phoenix quando chiamato in causa durante le assenza dei lunghi titolari.

 

#9 Gorgui Dieng

NBA - Gorgui Dieng, tagliato da Memphis, ha deciso con quale squadra finirà  la stagione

Nelle prime stagioni sembrava destinato a imporsi come buon lungo, certamente non un primo violino, mobile e non dannoso in attacco nonostante le soluzioni limitate per concludere al ferro. Con il tempo però sembra essersi perso – qualche malalingua attribuisce la sua mancata esplosione al coach Sam Mitchell – soprattutto per limiti di posizione e dei miglioramenti attesi, ma mai arrivati. Ora è relegato a fare il panchinaro pur senza essere uscito fuori dai radar della lega.

 

#8 Luc Mbah a Moute

Mercato NBA, un lungo per gli Houston Rockets | Dunkest

Di origini regali, la guardia camerunense sembrava destinato a essere una comparsa nella NBA. Certo, non è mai diventato una delle punte di diamante della lega ma si è affermato nel tempo come uno specialista difensivo in quattordici stagioni nella lega. Da segnalare anche le buone doti da rimbalzista che gli permettavano di raccogliere diversi palloni nonostante il ruolo e il limitato numero di minuti in campo.

 

#7 Manute Bol

NBA, la leggenda di Manute Bol: 35 anni fa stoppava 15 tiri in una sola  partita. VIDEO

Su Manute Bol se ne sono dette di tutte e, naturalmente, la sua caratteristica più evidente era l’essere altissimo in un fisico talmente filiforme da sembrare incapace di restare in piedi in mezzo ai giocatori NBA. La specialità della casa era ovviamente l’arte della stoppata, con il picco di ben cinque a partita nella stagione d’esordio in NBA. L’incontro con Don Nelson lo avrebbe poi portato a iniziare a provare il tiro da tre, praticamente una follia all’epoca per un lungo di 231 cm. Una buona carriera NBA da specialista, ma soprattutto lo ricordiamo per il suo impegno sociale nel paese d’origine. 

 

#6 Luol Deng

Bulls great Luol Deng working wonders for South Sudan basketball | RSN

Il giocatore sudsudanese era un scorer prolifico e un ottimo difensore. Nel cuore dei tifosi di Chicago ci sarà sempre un posto per lui perché ha contribuito in dieci anni con tanti punti, rimbalzi e difesa intensa a far pensare che finalmente Chicago era pronta a tornare anche senza Michael Jordan. Su di lui pesa una longevità non tra le migliori e soprattutto gli ultimi anni in cui ha intasato il salary cap dei Lakers quando, purtroppo per lui e per noi, era un giocatore tramontato. 

 

#5 Pascal Siakam

Pascal Siakam: lo straordinario è diventato ordinario | Around the Game

Da ormai tre anni tra i giocatori più in vista della lega, spalla fondamentale di Kawhi Leonard nel titolo del 2019, è un giocatore aggressivo e dotato di ottime capacità offensive. L’efficienza offensiva non è un suo problema e il fisico da ballerino gli permette di essere un tremendo attaccante in post-up. Per essere più avanti in questa classifica gli manca il tempo – troppe poche le stagioni giocate ad alto livello per metterlo sopra a chi lo precede; inoltre, si aspetta quel difficile salto e ulteriore salto di qualità che lo dovrebbe portare a colmare il vuoto lasciato da Kawhi Leonard in Canada (più facile a dirsi che a farsi). 

 

#4 Dikembe Mutombo

Dikembe Mutombo: "Noi sportivi abbiamo il dovere morale di impegnarci per  le nostre comunità di origine" - Basketinside.com

Il centro proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo è stato uno dei protagonisti della NBA negli anni ‘90 e nei primi anni 2000. Grande difensore e rimbalzista, nei primi undici anni di carriera ha sempre chiuso la stagione in doppia doppia di media e ha guidato la lega per due volte nei rimbalzi e tre nelle stoppate. Gli highlights della sua carriera sono indubbiamente l’upset inflitto ai danni di Seattle con i Nuggets ottavi e la finale NBA raggiunta nel 2001 come spalla di nell’asse play-pivot formata con Allen Iverson.

 

#3 Serge Ibaka

OKC Thunder: Serge Ibaka's most memorable OKC moments

Altro centro come Mutombo, stavolta della Repubblica del Congo, e come lui con spiccate doti difensive. Per forza di cose un centro più moderno che negli anni ha aggiunto al suo arsenale anche un buon tiro dalla media distanza, ma che è sempre stato ricercato dalle squadre per la sua fisicità e le doti difensive. Addirittura fu il designato da parte di OKC per restare in squadra rispetto a James Harden, giusto per far capire quanto le sue doti fossero apprezzate. L’apice della carriera è il titolo con Toronto nel 2019, in cui ha giocato un ruolo fondamentale negli equilibri difensivi della franchigia canadese. Rispetto a Mutombo vince per il fatto di giocare ancora in squadre con delle ambizioni in un momento discendente della carriera.

 

#2 Joel Embiid

Sixers, Embiid: “Non pensavo di avere il potenziale per la NBA” | Dunkest

Il centro nativo del Camerun è uno dei migliori lunghi di tutta la lega e una delle stelle più brillanti. Il suo problema è un fisco troppo ballerino, ma quando questo non lo abbandona ha tutte le capacità per mostrare quanto vale. In uno contro uno con il proprio diretto marcatore è uno dei lunghi più devastanti della lega, oltre a giocatore da perno di tutto l’attacco nella sua manovra: da lui passano tutti i tiri dell’intera squadra. Alla fine di questa RS potrebbe arrivare il primo titolo di MVP a scrivere il suo nome ancora di più nella storia NBA, diventando il primo giocatore africano non naturalizzato a vincere questo riconoscimento.

 

#1 Hakeem Olajuwon

Legacy Left Behind: Hakeem Olajuwon

The Dream non poteva che prendersi il primo posto in questa speciale classifica. Ha deliziato per anni i parquet di tutta america con i suoi movimenti in post e ha avuto una carriera ad alti livelli con una buona longevità. Grazie alla stazza, al tempismo e all’aggressività è sempre stato un grandissimo rimbalzista e stoppatore, diventando un vero incubo per chi si aggirava nei pressi del ferro. Lo testimoniano tre stagioni da miglior stoppatore della stagione e due da miglior rimbalzista. L’impatto in attacco non era da meno, la sua presenza sotto canestro era abbastanza da aprire spazi ai compagni, ma senza che questo ne impattasse la produzione offensiva come testimonia una carriera da 21.1 punti a partita e che in due stagioni lo ha portato vicino al titolo di miglior marcatore NBA. Naturalmente, la bacheca piena di trofei è un altro argomento a favore: due premi di miglior difensore, un MVP della RS e i due anelli con relativo Finals MVP, ne abbiamo parlato proprio questa settimana.

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