Paul George ammette: “Sono stato multato per aver invitato un compagno. All Star Game? Non c’è bisogno”

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Paul George è stato nominato All Star per la settima volta in carriera, la prima in maglia Los Angeles Clippers dopo essere stato escluso, a suo dire correttamente, un anno fa. Il giocatore però, come altri colleghi come LeBron e Giannis Antetokounmpo, ha ammesso di non sentire la necessità di un All Star Game vista la situazione della pandemia.

Nell’ambito del suo discorso post-vittoria contro Washington, nella quale ha segnato 30 punti, PG ha anche raccontato di essere stato “segretamente” multato dalla NBA per aver invitato a casa sua un compagno, contravvenendo ai protocolli anti-Covid della Lega:

Non sono un fan dell’All Star Game. Con tutto quello che sta accadendo, so che la NBA ha fatto tanto ed è stata fantastica, non lo voglio screditare. Ma non so, siamo nel bel mezzo di una pandemia, non so se è qualcosa di cui abbiamo bisogno. Specialmente per una ragione personale. Sono stato multato per aver speso del tempo con un compagno, per averlo invitato a casa mia, e poi organizziamo un All Star Game. Quindi ho delle ragioni personali per non essere d’accordo, ma sono stato selezionato e sarò lì per giocare per i tifosi, se ci saranno.

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