Siamo a inizio ottobre ma Saliou Niang non appare in alcuna foto con la maglia di LSU, il college che aveva scelto ormai mesi fa per giocare la prossima stagione sfruttando il regolamento NCAA che gli permetteva un anno di eleggibilità. Per porre un freno però all’arrivo di giocatori professionisti nel mondo del college, di cui Niang è solo un esempio, gli Stati Uniti si sono mossi con leggi e regolamenti che potrebbero ora bloccare l’arrivo dell’ex Virtus Bologna a LSU.
Il Senato americano ha approvato di recente il Protect College Sports Act, una misura che mira proprio a regolamentare alcuni aspetti dello sport universitario come ad esempio il numero di trasferimenti o i compensi agli agenti dei giocatori. Il tema che più preme su casi come quelli di Niang o di Quinn Ellis, che in estate ha lasciato Milano per St. John’s, è però quello dei compensi ricevuti in Europa: l’eleggibilità NCAA è infatti vincolata all’aver ricevuto soldi da un club ma solo per “spese effettive e necessarie”, vale a dire una sorta di rimborso spese.
Come riportato da La Repubblica, Niang si allena indivisualmente in Louisiana in attesa del verdetto finale atteso a breve, per scoprire se davvero potrà indossare la maglia di LSU e guadagnare una cifra altissima, oltre i 5 milioni di dollari nella prossima stagione. L’azzurro, in caso di esito negativo, potrebbe tornare alla Virtus Bologna che ne detiene ancora il contratto in caso di mancato approdo al college (se invece dovesse davvero giocare in NCAA, le V Nere riceverebbero un indennizzo di 500.000 dollari). Alla finestra ci sono poi i Cleveland Cavaliers che hanno scelto Niang con la 58° chiamata assoluta nel 2025, qualche mese fa Kenny Atkinson era venuto a vedere il ragazzo dal vivo durante i Playoff italiani e ne aveva parlato molto bene. Chissà che i Cavs non decidano a quel punto di tenerselo stretto, magari con un contratto che inizialmente lo leghi ai Cleveland Charge, squadra affiliata in G League.
Pochi giorni fa il brasiliano Marcio Santos, che come Niang era in attesa di un verdetto che sta tardando ad arrivare, aveva deciso di rinunciare al college e firmare col Baskonia dopo che l’anno scorso aveva indossato la maglia del Maccabi Tel Aviv.
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