bendzius

Sassari – Venezia, le pagelle: l’implacabile Bendzius si prende la scena, Jerrells e Chappell tra i più positivi della Reyer

Home Pagelle Serie A

BANCO DI SARDEGNA SASSARI

Spissu 7: fuori asse per buona parte della partita, riesce paradossalmente a uscire dalle difficoltà quando, gravato di 3 falli, rimane in campo e sfoggia gli occhi della tigre su De Nicolao, Stone e soci. 20 punti, 4 rimbalzi e 6 assist per lui alla sirena, tutti o quasi sotto nella rimonta del terzo quarto. Ennesima prestazione da campione.

Bilan 5.5: fa segnali positivi quando mette temporaneamente fuori gioco Watt per falli, ma l’ingresso di Vidmar lo stanca fisicamente e psicologicamente. Poco lucido, senza continuità e talvolta in balìa di un redivivo Watt. Partita da dimenticare, o perlomeno da correggere.

Kruslin 5: rientra dopo lo stop e dopo meno di un minuto mette una tripla. Sembra l’inizio di un bel ritorno, e invece è una chimera. Trova difficoltà nella marcatura su Jerrells, perde palloni importanti ed è troppo impulsivo al tiro. Senza contare che è con lui in campo che parte l’allungo orogranata.

Happ 5: dopo l’exploit delle precedenti gare, lo statunitense si prende una “giornata di pausa”, se non altro se si parla di focus partita. Prova a scaldarsi con il passare dei minuti, ma Vidmar non è Fotu e Watt non è lo stesso di domenica sera. Giocate prevedibili, contatti eccessivamente evidenti, esce in anticipo gravato di 5 falli.

Katic 7: se la gara fosse durata 25 minuti avremo solamente scritto “meno brillante e quasi impalpabile”, ma fortunatamente per la Dinamo la partita non si ferma lì e per il croato la valutazione cambia radicalmente. Due triple pesanti, varie giocate fondamentali e vero trascinatore morale nel momento della parità e successivo allungo. L’abbraccio del coach è più di un grazie. 13 punti, 4 assist, 19 come plusminus e uno statement: non sottovalutare il numero 10.

Burnell 5.5: Chappell a lunghi tratti lo porta a spasso e lui, gravato subito dai falli, deve stare molto attento. Gira bene quando gira anche la squadra (da -17 a -4 di plusminus dal terzo quarto in poi), più nelle cose complementari che ai punti (8 rimbalzi e 6 punti). Anche lui rimandato a gara 7.

Bendzius 7.5: quando ha i piedi dietro l’arco è sempre una sorpresa prevedere cosa accadrà: o è infallibile oppure spreca tantissimo. O ferro o piuma, diceva il saggio. E il lituano è stato seta. 11 punti dopo due quarti, 25 alla sirena finale, più 6 rimbalzi e 3 palloni recuperati. Seppur con percentuali altissime il 20 biancoblu è senza dubbio uno dei più pericolosi di questa squadra, e ancora una volta si ritrova a smentire le diffidenze.

Gentile 6: partita a sprazzi la sua. Inizialmente impalpabile sui due lati, si riprende dal terzo quarto sospinto dalle good vibes del Palaserradimigni. Contribuisce nel momento decisivo anche con canestri importanti.

All. Pozzecco 6.5: tattica che vince non si cambia, eppure sotto di 12 e con entrambi i lunghi affaticati bisogna prendere decisioni importanti. E allora rischia: lascia Spissu gravato di tre falli, da fiducia a Katic e cerca in tutti i modi di rimanere in apnea con la squadra, anche nei momenti peggiori. Se questa dovesse l’ultima partite sull’isola, ne avrà sicuramente un bel ricordo.

UMANA REYER VENEZIA

Casarin 6.5: voto in fiducia per il giovane esterno. Entrato nel momento di difficoltà, si trasforma in Stone e prova ad aggredire Spissu e Gentile palla in mano. Certe volte funziona, altre volte fallisce. Ma si impara così. Fiducia di WDR ripagata.

Stone 5.5: gioca pochissimo nei primi due quarto, entra nel terzo e prova a marchiare a fuoco la gara con 8 punti. Il suo apporto però è però insufficiente quando Katic e Spissu ribaltano insieme a Bendzius la disputa. Fa confusione e da lì diventa un fantasma.

Tonut 4.5: entra in partita dopo tanti minuti di confusione cestistica, si riprende con 7 punti ma poi scompare, complice anche i tanti falli sul primo passo avversario. Esce gravato di 5 falli e senza neanche il tempo di metabolizzare quanto poco concreto l’apporto è stato per i suoi compagni.

Daye 5: con un Tonut abbastanza problematico, c’è bisogno di affidarsi a lui. Lui risponde presente, poi sparisce, poi ritorna, fa un fallo antisportivo e scompare definitivamente. Con tanto spazio e una marcatura lontana dal pitturato rimane però uno dei migliori..

De Nicolao 5.5: vorrebbe puntare Spissu e sopraffarlo, ma il gioco non vale la candela, specie dal secondo tempo in poi. Gioca comunque una partita onesta, che però non si può assolutamente dire sufficiente.

Vidmar 6: entrato al posto di Watt fa capire a tutti perché su di lui la Reyer e il suo coach puntano ancora. Tutt’altra pasta rispetto a Fotu e molto più stancante da marcare (citofonare Jack Cooley) se confrontato a Watt. Se non fosse per qualche distrazione nel pitturato e una precisione bassissima ai liberi, suo tallone d’achille da anni, si parlerebbe di altro. Mettere quasi K.O. il comparto lunghi sassarese però basta per guadagnarsi la sufficienza.

Chappell 6.5: inizialmente molto fumoso, quando inizia a carburare fa intravedere sprazzi di grande basket. Tiri contestati, rimbalzi in attacco importanti e un discreto dominio contro la difesa solida di Burnell: questo è stato l’ex Brindisi e Cantù, altro giocatore rispetto a quello di domenica. Per lui 11 punti e 9 rimbalzi con 19 di valutazione.

Mazzola 6: tra i lunghi messi in campo da De Raffaele è inizialmente quello che si comporta meglio. Tiene i corazzieri biancoblu nel migliore dei modi, e contando che stiamo parlando di un giocatore “fuori ruolo” la considerazione cambia.

Watt 6: inizio fotocopia di gara 3, con tanta sofferenza in marcatura su Bilan e poca fiducia al tiro. La panchina gli fa bene, così come il buon momento degli orogranata che volano nel secondo e nel terzo quarto. Lui c’è e si fa sentire, con più fiducia ma meno freddezza nei momenti decisivi. 13 saranno i punti finali, con 8 falli subiti e buoni propositi per la decisiva gara 5.

Jerrells 6.5: li conosce bene gli avversari, così come conosce bene momenti decisivi come questi che la sua Venezia sta vivendo. Alla seconda gara ufficiale, lo statunitense gioca con la solita flemma e il solito swing riuscendo a trascinare i compagni tra le difficoltà. 5 punti dopo 10′, 14 totali nei 20 minuti in campo. Nel finale prova ancora ad accentrare il gioco ma, come gli è capitato spesso in carriera, questa sicurezza non è bastata.

All. De Raffaele 5.5: mezzo punto in meno solo per la sconfitta. La sua strategia sui lunghi si rivela efficace, perché spegne sia Happ che Bilan. Peccato che la partita poi prenda una piega diversa, con i piccoli che dominano e la controparte che non riesce ad arginare. Una serie imprevedibile, senza dubbio. Che giovedì arriverà alla fine.

fonte foto: fiba.basketball

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.