To stir the pot è un’espressione di slang americano che letteralmente vorrebbe dire “mescolare la pentola”, ma che in realtà ha un significato più ampio: noi diremmo che è un misto tra “c’è qualcosa sotto”, “spargere la voce”, “creare fermento” ma forse si può rendere meglio l’idea con un esempio
“Mike is always spreading rumors about “whats goin’ on” between Josh and Emily but we know he just loves to stir the pot.” Ovvero: “Mike continua a spargere voci su cio che sta succedendo tra Josh e Emily ma sappiamo che a lui piace solamente stir the pot”.
Il bello delle differenze linguistiche è che ogni popolo ha espressioni sue, intraducibili negli altri idiomi, che rendono il tutto più particolare ed interessante, ma torniamo su ciò che davvero ci interessa.

Ogni superstar ha il suo marchio di fabbrica nelle celebrations, in particolare dopo un tiro da 3, o comunque un clutch shot: Carmelo Anthony con il suo 3 to the dome, che consiste nel portarsi mignolo, anulare e medio uniti sulla tempia destra; Russell Westbrook e il gun-slinging, ovvero il gesto del pistolero che ripone nella fondina l’arma, in questo caso composta da pollice, indice e medio; JR Smith che si mette su un ginocchio e guarda verso il cielo con le mani che segnano il 3; Belinelli e le sue big balls; Steve Novak e la belt celebration; James Harden e la sua corsa sulla linea laterale con la mano a sfiorare il parquet segnando un 3.
Proprio l’ultimo citato, ovvero James Harden, ha lanciato ultimamente la moda dello stir the pot trasportato nel basket NBA, in cui il significato metaforico si unisce a quello letterale: il gesto riprende proprio quello del mescolare qualcosa in una pentola, con la mano che tira a mescolare e l’altra messa a mo’ di pentola. Lo strano gesto viene anche chiamato something’s cooking (qualcosa sta cuocendo) ed in ogni caso vuole sottolineare con enfasi un tiro importante o semplicemente da 3 punti, facendo sottintendere che il giocatore è caldo, pronto ad altri tiri simili.
Nel caso specifico del Barba, questo gesto rappresenta un egg beater (uno sbattitore di uova) che gira alla massima potenza, facendo intendere che stia cucinando qualcosa. Il significato metaforico dello stirring the pot spiegato prima è presto servito: Harden ha cominciato ad utilizzare quest’esultanza dopo aver ricevuto la sospensione per il famoso calcio a LeBron James e il numero 13 dei Rockets ha interpretato che questa squalifica gli è stata inflitta per essere un troublemaker, cioè proprio uno che crea fermento.
Quest’esultanza sta comunque rapidamente esulando dal suo significato metaforico, dato che anche altri giocatori di area NBA e FIBA hanno preso in prestito il movimento: l’ultimo in ordine cronologico è il nostro Amedeo Della Valle nella gara di sabato contro Bologna, dopo aver concluso un gioco da 3 punti.
Ovviamente rimaniamo in attesa della prossima invenzione, che siamo sicuri arriverà presto.

