Varese, Caja contro Conti: “Hanno parlato solo loro fin qui. Ha usato Scola per crearmi problemi”

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Dopo la larghissima vittoria di domenica sera, al primo ritorno alla Enerxenia Arena da avversario contro la sua ex Varese, Attilio Caja si è levato qualche sasso dalla scarpa nel corso della trasmissione “L’Ultima Contesa” di VareseNoi. L’attuale capo allenatore della Unahotels Reggio Emilia ha fatto qualche passo indietro nel recente passato rivivendo gli anni alla Openjobmetis, il meglio e il peggio delle sue cinque stagioni. In merito agli aspetti meno chiari e meno piacevoli da allenatore della squadra, Caja ha spiegato cosa non ha digerito nei rapporti con la dirigenza, in particolare con Andrea Conti.

Rapporto problematico dal primo giorno. Coldebella era andato via due giorni prima e quando l’ho chiamato per chiedere dei consigli mi ha detto di parlare con Bulgheroni. Lo incontro e mi dice di non prendermela, e già lì aveva capito che c’era qualcosa che non andava. Conti faceva di tutto per nascondere le cose positive ma era il primo ad evidenziare le cose negative. Dopo una bella vittoria con Cantù abbiamo avuto una diversità di vedute nel mio ufficio con presenti gli altri assistenti allenatori. Ad alcune provocazioni ho reagito in modo eccessivo, ma sfido chiunque. Quanta gente verrebbe licenziata dopo una situazione privata del genere? Lui ha fatto così. Dell’esonero ho saputo dai siti.

“Artiglio”, continuando a parlare del proprio rapporto con Conti, ha svelato anche un retroscena riguardante la firma e l’annuncio, arrivato pochi giorni dopo, del ritiro di Jason Rich e ha parlato anche dell’episodio in cui, prima di Reggio-Varese della scorsa stagione, Caja non aveva salutato il coaching staff varesino.

Conti mi aveva detto che Rich era fuori budget di 20 mila dollari e io per permettere alla società di farlo arrivare, gli avevo detto che ero disposto a rinunciare a 10mila dollari del mio stipendio. Il mio procuratore mi disse che ero pazzo. Rich poi non è arrivato, ma con l’etica del Signor Conti i soldi non me li ha dati lo stesso. Bulleri? Parla male di me, io parlo non parlo bene di lui. Non vedo perché avrei dovuto stringergli la mano, non siamo al festival dell’ipocrisia.

Di fatto Caja non ha specificato il perché non ci sia stata subito intesa con l’ormai ex General Manager, ma di certo il rapporto personale e lavorativo si è chiuso con un’insanabile rottura evidenziata dall’esonero in preseason la scorsa stagione.

E’ la prima volta che ne parlo, ma c’è stato un contenzioso. Io sono stato accusato da loro e alla fine ho avuto una multa da 500 euro. Se un giudice decide questa pena su un contratto da migliaia di euro, per voi c’era davvero qualcosa di grave? In un processo ci sono accusa e difesa, ma fino ad adesso hanno parlato solo loro.

E sulla situazione riguardante Scola, su cui si era ipotizzato che l’esonero di Caja fosse arrivato per degli screzi con l’argentin, l’ex coach varesino ha parlato così:

La prima persona a ricevere una chiamata sono stato io dal procuratore. C’era normale dialettica tra noi due, con un altro dirigente sarebbe andata diversamente, con il Signor Conti è andata in tutt’altro modo. L’ha usato perché non aveva il curriculum per crearmi problemi. Spero che adesso Luis possa prendere in mano le cose e sfruttare la sua esperienza per fare bene con Varese che spero possa salvarsi. Vertemati? Se qualcosa dovesse andare male sarebbe ingiusto scaricare tutte le colpe su di lui, si dice che il pesce puzza dalla testa. Le colpe sarebbero delle persone che stanno più in alto.

Caja ha però tenuto a specificare, sul chiudere della puntata, che Varese non sarà mai un’avversaria dopo tutto quello che ha vissuto nella Città Giardino. “Sono un professionista, la mia prima squadra sarà sempre quello che allenerò, ma dico che Varese sarà sempre la mia seconda. I miei sentimenti nei suoi confronti sono ottimi”.

 

Fonte: Sportando

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