Verso Capo d’Orlando – Pesaro: le parole di Brienza e Leka

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BETALAND CAPO D’ORLANDO: NICOLA BRIENZA (assistente allenatore)

Pesaro è una squadra con una chiara identità, con dei dei giocatori che sono stati responsabilizzati molto circa il loro ruolo e parlo di produrre punti e prendersi tante responsabilità. Questi giocatori sono, ovviamente, gli americani in primis ma anche gli italiani, penso a Ceron ma anche Monaldi che in varie partite sono stati protagonisti importanti; per cui dobbiamo sapere che chiunque di loro può fare la partita e quindi dobbiamo mantenere alta la concentrazione per tutti i 40 minuti. Indubbiamente la difesa è l’aspetto che ci ha tenuto sempre in gara con tutte le squadra, ovviamente non è sufficiente perché sarà importante provare a correre in transizione e, quindi, aumentare quello che è il nostro apporto offensivo, non dimenticandoci che la difesa è la nostra caratteristica principale per cui pensare di abbassare il ritmo, le loro percentuali e limitare per quanto possibile le loro qualità offensive, sono la base da cui partire per poter pensare di vincere la partita. Le ultime partite in casa sono state sicuramente, a livello di energia espressa in campo, di ottima levatura: con il Paok, con Milano, con Torino siamo riusciti, per lunghi tratti, a giocare alla pari con queste ottime squadre. Questo sarà il punto di partenza per essere competitivi ed arrivare alla vittoria con Pesaro.

VUELLE PESARO: SPIRO LEKA

Dopo che martedì e mercoledì sono stati un po’ movimentati per noi per colpa di alcuni acciacchi, ieri siamo tornati al completo. Partiamo per Capo d’Orlando, una trasferta difficile. Loro hanno preso 41 punti in Champions League mercoledì, ma non dobbiamo farci illusioni, nel secondo tempo contro Tenerife erano ormai già proiettati al match contro di noi. Non sarà una passeggiata, anzi, vorranno rifarsi e saranno aggressivi e arrabbiati. Sappiamo cosa ci aspetta e anche noi dobbiamo farci trovare pronti. Se ci fosse stato Hogue sarebbero stati più completi, anche perché è un giocatore che è in grado di dare una bella mano ai giovani. Siamo consapevoli però del talento di Kulboka, in prestito dal Bamberg che ha un tiro mortifero, oltre a una grande visione di gioco. La squadra allenata da Di Carlo è cambiata molto dall’anno scorso, e devono trovare ancora gli equilibri. Giocano ogni tre giorni, e la “coperta” per loro potrebbe essere corta. La differenza – prosegue il coach – la farà la difesa, quando segnano 70-75 punti a loro è sufficiente per vincere, noi invece dobbiamo realizzare più punti. Dovremo limitare Kulboka e Atsur, Edwards viaggia a 14 punti di media, bravo in penetrazione e palleggio con arresto e tiro, senza dimenticare Ikovlev. Vediamo quanta pressione sapremo mettere addosso a loro, partiamo per andare a prenderci i 2 punti.

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