3 motivi per cui la Reyer Venezia potrebbe vincere la SuperCoppa Italiana

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Chi sia la favorita in una competizione di tre giorni, con partite secche, è molto difficile da dire, soprattutto dopo pochissime settimane dall’inizio della stagione, nonostante qualche indicazione ci sia già stata, senza considerare i tantissimi mesi di inattività. Ma questa Final Four di Supercoppa si deve giocare e una deve vincere. Ecco perché potrebbe portare a casa questo trofeo la Reyer Venezia. I lagunari, dopo aver solo sfiorato il titolo l’anno scorso nella finale di Bari persa con Sassari, ci vogliono riprovare, puntando sempre sugli stessi cavalli di battaglia.

1. LO ZOCCOLO DURO

L’ossatura del roster è ormai un pilastro fondamentale per poter tenere gli alti livelli del campionato italiano e anche quest’anno, con i soli arrivi di Isaac Fotu e Lorenzo D’Ercole e la promozione del giovane Davide Casarin in prima squadra (contro le partenze di Goudelock, Udanoh e Pellegrino), la Reyer non è stata da meno. Conoscersi bene per capire cosa vuole l’allenatore, acquisire esperienza come gruppo, migliorarsi sui dettagli, tenere la mentalità vincente e portare novità sono alcune delle chiavi per cui il roster veneziano è una certezza e un’insidia insieme tra le grandi, anche a livello intercontinentale.

2. LA GUIDA DI WALTER DE RAFFAELE

Dal 2016 Venezia ha messo in bacheca due scudetti, una Coppa Italia, una Fiba Europe Cup e una Final Four di Champions League, oltre la qualificazione ai quarti di finale di Eurocup dell’anno scorso (prima che il COVID-19 sospendesse la competizione); con le redini in mano al coach livornese, gli orogranata hanno consolidato un’imprinting vincente con un allenatore studioso del gioco in grado di apportare sempre un dettaglio in più al proprio modo di allenare; a questo si aggiunge una versatilità nell’impiego dei giocatori, la valorizzazione dei compiti degli italiani e l’intuito nel trovare differenti punti di riferimento, cosa non facile in un roster che ormai si conosce a memoria e che vuole mantenere la fame di trofei.

Austin Daye si conferma imprescindibile per la Reyer.

3. AUSTIN DAYE

Complicato, difficile da gestire e in conflitto con i propri demoni, ma al contempo tanto talentuoso e decisivo negli incontri decivi: Austin Daye, non è un mistero, è il giocatore con più classe all’interno del roster orogranata e l’ago della bilancia in uscita dalla panchina che può indirizzare una partita nella giusta direzione. La sua serenità sarà fondamentale in vista dell’evento. Perché è vero, in un roster che sa come giocare le sue carte nel collettivo, il singolo giocatore rappresenta solo una piccola parte del sistema. Ma lui è Austin Daye e vale sempre il prezzo del biglietto.

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