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Clippers e Kawhi Leonard, ecco la stangata della NBA: tutte le sanzioni

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La NBA ha finalmente concluso la sua indagine sulla firma di Kawhi Leonard con i Los Angeles Clippers nel 2021, sentenziando che la franchigia avrebbe aggirato le norme del salary cap corrispondendo al giocatore dei soldi tramite altre società partecipate da Steve Ballmer, proprietario della squadra. Per questo motivo la Lega ha usato un pugno durissimo soprattutto con i Clippers e Ballmer. I Clippers sono stati multati di 30 milioni di dollari e perderanno ben 5 scelte del primo turno al Draft future: quelle dal 2029 al 2033 (quella del 2029 era stata ceduta a Indiana, quindi da capire che sorte avrà).

Sia Ballmer che il presidente dei Clippers, Gillian Zucker, sono stati sospesi per un anno da qualsiasi attività legata alla franchigia, mentre il GM Frank Lawrence è stato sospeso per 6 mesi. Sia Zucker che Lawrence non riceveranno stipendio durante il periodo di sospensione. Inoltre la franchigia e i dipendenti saranno soggetti a controlli stringenti da parte della NBA per i prossimi 5 anni.

Kawhi Leonard è stato multato di “soli” 700.000 dollari e manterrà il contratto firmato, ciò significa che potrà essere ceduto ai Toronto Raptors come concordato a luglio. Dennis Robertson, zio e agente del giocatore fino a giugno, è stato bannato a vita dalla NBA: non potrà più stringere accordi né con la Lega né rappresentare altri atleti.

Sanzioni durissime, ma soprattutto nei confronti della franchigia: Leonard, dal canto suo, ne esce senza una punizione eccessiva visto che si ipotizzava l’annullamento del contratto e/o una lunga squalifica. Subito dopo la decisione della NBA, Leonard ha pubblicato sui social una sua nota ufficiale in cui dice di assumersi la responsabilità per “la mancanza di giudizio da parte di persone vicine” e di non essere stato a conoscenza del piano dei Clippers di aggirare il salary cap, ma sostanzialmente di aver fatto tutto in buona fede.

Molto più dura la reazione dei Clippers, che in un comunicato hanno scritto: “Rifiutiamo veementemente le conclusioni della NBA, risultato di una investigazione pesantemente influenzata per cercare di giustificare una narrazione predeterminata, più che basata su fatti e prove. Quello che la Lega ci ha detto privatamente differisce da quello che è stato annunciato oggi pubblicamente e non hanno mantenuto gli standard che il Commissioner Silver ci aveva garantito all’inizio di questa storia, in termini di giustizia e accuratezza. Durante l’ultimo anno abbiamo cooperato completamente e con fiducia, ora combatteremo per dimostrare la nostra innocenza. Intendiamo fare ricorso con vigore contro queste conclusioni e queste sanzioni, con ogni mezzo disponibile, e cercare un giudizio imparziale”.

Francesco Manzi

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