All’indomani di quanto accaduto durante la partita tra Chicago Sky e Indiana Fever, Enes Kanter Freedom sta ovviamente godendo di un’ulteriore dose di attenzione mediatica sulla tematica delle donne transgender in WNBA. Un tema che attualmente non esiste nemmeno perché, per quanto dibattuta possa essere l’idea di atlete che competono contro altre donne dopo aver effettuato la transizione, nello sport professionistico americano non ce n’è nemmeno una.
La WNBA nelle scorse ore si è ufficialmente espressa sull’ineleggibilità sia di Kanter che di Royce White, un altro ex giocatore che si era accodato alla polemica sollevata dal turco, per il prossimo Draft. Ovviamente essendo degli uomini a tutti gli effetti non possono competere in WNBA, anche se sostengono in maniera quasi parodistica di “sentirsi donne”. Prima del caos scoppiato ieri con Natasha Cloud, Kanter ad esempio si era fatto fotografare davanti al bagno femminile della Wintrust Arena, qualche cosa già di per sé molto ambigua.
Ma nemmeno la pronuncia della WNBA ha fermato Kanter, ora ancor più motivato a portare avanti questo teatrino. Ospite di Fox News, media americano conservatore molto vicino al presidente Donald Trump, l’ex giocatore NBA ha ribadito: “Mi identifico in una donna, certo. Quindi posso giocare. Così sono le regole. Queste sono le regole che hanno messo, le sto solo seguendo. Se volessero cambiarle rispetterei la loro decisione, ma per il momento se ti identifichi come una donna puoi giocare in WNBA, ed è quello che sto facendo. Quindi posso giocare e sono pronto per farlo”.
Enes Kanter Freedom addresses reports that the WNBA has deemed him and Royce White inelgibile to play in thr league.
“I am a woman, I should be allowed to play.” pic.twitter.com/FGvGSgkFkn
— Jackson Thompson (@JackThompsonFOX) August 24, 2026
Kanter ha poi detto che non pensa ci siano gli estremi per una qualifica dalle arene WNBA ai suoi danni: “Non ho infranto alcuna regola, non sono entrato in campo. Mi sono solo alzato e ho allargato le braccia. Anzi, non vedo l’ora che arrivino i Playoff: voglio essere presente a tutte le partite delle Fever”. La scelta di Indiana come “squadra del cuore” non è casuale: è la franchigia in cui gioca Sophie Cunningham, colei che per prima (probabilmente inconsapevolmente) aveva dato inizio alla polemica dichiarando in un’intervista di voler “proteggere le donne” e per questo di essere contraria all’eventuale ingresso di atlete transgender nella Lega.
Proprio questa frase è stata ripresa da Kanter su Fox News nella sua ricostruzione dei fatti: “Nel terzo quarto, Sophie Cunningham si è presa un tiro e io ho alzato le braccia per esultare. Natasha Cloud mi ha visto e durante il possesso successivo mi ha urlato ‘Non verrà a letto con te’. Le ho risposto che non era la mia intenzione, che ero lì per proteggere le donne e per supportare la mia amica Sophie, ma lei ha continuato a insultarmi“. Come possa essere definito “proteggere le donne” fingersi, anche piuttosto palesemente e provocatoriamente, una donna transgender quando di donne transgender nello sport americano non ce ne sono, è tutto da comprendere.
- Ben Simmons torna in NBA: firmerà con i Sacramento Kings - 6 Settembre 2026
- Clippers e Kawhi Leonard, ecco la stangata della NBA: tutte le sanzioni - 2 Settembre 2026
- Tacko Fall torna in NBA, ma per ora solo per il training camp - 2 Settembre 2026
