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Kyle Filipowski è sceso alla #32 al Draft, la colpa è dei Mormoni?

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Kyle Filipowski è stata una delle sorprese, in negativo, del Draft NBA 2024. Uscito da Duke come una delle migliori guardie tiratrici della classe, da una possibile scelta in Lottery (era addirittura nella Green Room durante il primo round) è sceso fino alla #32, chiamata spesa per lui dagli Utah Jazz. I motivi di queste quotazioni in forte ribasso sarebbero legati alla sua relazione con la attuale fidanzata, Caitlin Hutchinson, più grande di lui di 8 anni (20 anni lui, 28 lei). I due starebbero insieme fin da quando Filipowski frequentava ancora il liceo.

Varie franchigie NBA avrebbero visto la differenza di età come un campanello d’allarme riguardo il giocatore, come raccontato da Jonathan Givony su ESPN. Lui stesso, nelle interviste pre-Draft, si sarebbe mostrato a disagio a parlare della sua relazione mentre i dirigenti delle diverse squadre indagavano sulla sua personalità, le sue abitudini e la sua attitudine anche nella vita privata, fattori che vengono sempre valutati prima di spendere una scelta al Draft. La relazione avrebbe creato problemi al giocatore anche con la famiglia, da tempo Filipowski non avrebbe alcun rapporto con i genitori o con i fratelli per questo motivo. Nelle scorse ore, su X, ha parlato di questa questione, dicendo di essere disponibile a raccontare tutto a Givony per far luce su una storia che “viene nascosta da due anni”.

La fidanzata è una mormone che avrebbe “adescato” Filipowski diversi anni fa, introducendolo alla comunità religiosa quando andava ancora al liceo, mentre lei si è laureata all’università dell’Alabama nel 2018. C’è chi sospetta addirittura (ma sono ovviamente solo ipotesi basate su vecchi post sui social) che la ragazza fosse la babysitter di Filipowski quando era piccolo.

E c’è chi guarda con sospetto il fatto che a scegliere Kyle Filipowski siano stati proprio i Jazz, in uno Stato, lo Utah, che pullula di mormoni, soprattutto a Salt Lake City, soprannominata appunto “la città dei mormoni”. Una comunità notoriamente molto chiusa, profondamente cristiana, che tende ad inglobare totalmente chi ne fa parte ed emarginare chi invece non ne accetta i precetti.

Francesco Manzi

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