Le pagelle di Bologna-Varese: garanzie M’baye e Taylor, Avramovic è un uomo solo sull’isola

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Bologna mantiene la promessa fatta ai tifosi di onorare l’ultimo impegno della stagione davanti al proprio pubblico. Varese invece deve salutare i playoff dopo la sconfitta sul parquet del PalaDozza.

Ecco le pagelle.

 

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA

Taylor 6.5: riesce ad essere sempre cinico e preciso durante tutto il corso della gara grazie anche ad un 7/12 che sa di garanzia. Impeccabile nella gestione del gioco.

Martin 6: in netta difficoltà su un Aleksa Avramovic iperattivo nel primo tempo. Si migliora nel primo tempo con l’aiuto della squadra e il cambio di marcatura.

M’Baye 7: il pericolo numero 1 si chiama Taylor, ma anche il francese sul parquet è una vera garanzia grazie alla sua costanza e alla sua versatilità su entrambi i lati del campo. 15 punti, 3/5 da due, 3/6 da oltre l’arco.

Moreira 6.5: creare problemi nell’area varesina è il suo compito principale, il suo mestiere e quando anche sul versante difensivo comincia a bloccare ogni linea di penetrazione, allora il canestro è off-limits. Di carattere, la stoppata su Matteo Tambone.

Punter 6: è il primo violino della squadra nel primo tempo grazie alle sue bombe, ma nel secondo tempo cala di tensione.

Qvale 6.5: sottocanestro è attento ad ogni disattenzione e distrazione della difesa degli ospiti. Bravo a sfruttare ogni pallone che gli passa tra le mani.

Paiola 6: discreta prestazione dalla panchina. Da notare una tripla con cui si vendica della distanza lasciagli dalla difesa varesina.

Aradori 7: la prestazione del capitano bolognese in uscita dalla panca onora l’ultima occasione della Virtus di giocare davanti al proprio pubblico. 10 punti in 19 minuti.

Cournooh s.v.

Baldi Rossi s.v.

Djordjevic 7: la sua impronta sul gioco della Segafredo comincia a vedersi. Sempre attento a tenere alta l’attenzione dei suoi perché sa che Varese non muore mai. Grazie alla sua mentalità, Bologna chiude il campionato come una delle squadre più calde del momento.

 

PALLACANESTRO OPENJOBMETIS VARESE 

Cain 5.5: dopo un primo tempo silenzioso,  il centro americano affronta la seconda metà di gara a testa alta andando anche in doppia-cifra mantenendo la propria tendenza. Là sotto però non basta.

Avramovic 6.5: il serbo ci crede sin dall’inizio. Se questa potrebbe essere stata la sua ultima partita con la maglia varesina, ‘Avra’ ha voluto farsi ricordare con una partita da vero attaccante. Vedendo la possibilità di andare ai playoff, il numero 4 bianco rosso è partito col turbo e ha mantenuto il ritmo fino al 25′ terminando la gara con 30 punti. Quando si spegne a causa del grande dispendio di energia, sulla Openjobmetis cade il buio della notte.

Moore 5: nel primo quarto d’ora di gara è uno dei tre marcatori della squarta varesina. E’ sfacciato da oltre l’arco e la regia funziona bene, ma nel secondo tempo cala di tensione e anche in difesa le cose si fanno complicate.

Scrubb 5: all’interno del quintetto titolare è dei due pezzi mancanti che servirebbero alla squadra di Caja per colmare la differenza che corre tra le V Nere e la Openjobmetis. Il tabellino recita 9 punti e 6 rimbalzi, ma la sua mancanza è palese.

Archie 4.5: la sua capacità di scorer è nota, ma l’approccio alla gara racconta un’altra storia. Mette il piede in campo con l’idea di fare l’assist-man e nel primo tempo colleziona 5 assist e anche 5 rimbalzi ma si dimentica che Varese sta giocando per prendersi un posto ai playoff e si fa espellere.

Salumu 6: forse impreciso in un paio di situazioni a livello difensivo, ma appena trova la marcia giusta in attacco riesce ad essere pericoloso  come quando nel terzo quarto mette a segno un parziale di 5-0 per tenere a galla i suoi.

Ferrero 5: dalla panchina manca l’apporto dalla panchina in una gara troppo importante.

Tambone 5: 12 minuti anonimi dalla panchina, in difficoltà sulle marcature dei piccoli bolognesi.

Iannuzzi s.v.

Caja 6: dopo lo sprint in approccio al terzo quarto, Varese si spegne e lascia sempre più terreno alle V Nere. Fa parte della sua mentalità non mollare neanche quando Varese ormai non avrebbe più motivo di crederci, ma sono pochi i giocatori che si trovano sulla stessa lunghezza d’onda sul piano mentale.

 

 

 

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