Le pagelle di una stratosferica Milano: James, Nedovic e Micov è il trio delle meraviglie

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L’Olimpia Milano ha raso al suolo il Pireo di Atene, demolendo l’Olympiakos con il punteggio di 75 a 99. Vittoria schiacciante propiziata da Nedovic, James e Micov. Tre prestazioni mostruose, seppur distribuite in diversi momenti della partita, ma poi condensate in un finale esplosivo. Queste sono le nostre pagelle sui giocatori dell’Ax Exchange scesi sul parquet:

James 8: segna all’inizio, segna nel mezzo, segna alla fine. Il suo show, ben supportato e intervallato da quello dei suoi compagni, permette a Milano di avere sempre la presa sulla partita. Detiene il controllo, si inventa canestri e assist da capogiro, si eclissa solo durante il Nedovic show, per poi tornare a infierire e, addirittura, a irridere l’avversario sino al gong finale.

Nedovic 8+: c’è quel “+” che fa la differenza. Dopo la pochezza vista contro il Real, il serbo si innalza a trascinatore dopo un primo tempo abbastanza scialbo. Le sue scorribande nell’area greca sono illeggibili per i difensori biancorossi, in particolar modo per i diretti marcatori, vessati per tutti gli ultimi 20 minuti. Entra dove non ci sarebbe spazio, vede pertugi non immaginabili per tanti altri giocatori in campo, si dileggia anche in difesa e in contropiede. Il suo break è quello che permette di indirizzare la partita dalla parte di Milano e per questo si merita la palma di MVP.

Micov 7,5: il serbo è supremo i primi dieci minuti, anzi nove, quando arriva a segnare ben 13 punti. Nella ripresa cede le stimmate del leader ai due suoi compagni già sopraccitati, ma non si tira indietro nel momento della necessità, pescando fuori dal cilindro un paio di tiri formidabili che spezzano le gambe a Printezis e compagni. Se lui gira, ci sono alte possibilità che sia l’intera squadra a farlo.

Della Valle 6: briciole, come col Real, ma ben sfruttate. Tripla a bersaglio, un’altra girata attorno al ferro. Pianigiani gli sta facendo assaporare il grande basket a piccole dosi, ma lui sembra potersi davvero calare in questo mondo ambizioso e competitivo.

Jerrells 6,5: sta entrando in forma e, soprattutto, sta capendo il suo ruolo. Offre riposo a James senza farlo troppo rimpiangere per capacità realizzativa e ingegno nel mettere in ritmo e coinvolgere anche i compagni. Tiene a freno la sua voglia di spaccare la partita sempre e comunque. Ben disciplinato.

Bertans 6: inserito solo nel primo tempo, porta i consueti punti di qualità in cascina. Arma di sicuro affidamento dalla panchina, meriterebbe forse di più il campo, ma chi è davanti a lui non ha sbagliato una mossa. Chissà se il suo contributo non sia destinato ad arrivare in serate di maggiore difficoltà.

Kuzminskas 6-: il lituano, dei big, è sicuramente quello più indietro. A volte, sembra proprio il più in difficoltà dell’intera rosa. Poco armato al tiro da fuori, ha un breve momento di gloria nel secondo quarto, durato un battito di ciglia. Sofferente in difesa e caotico in attacco, Pianigiani lo leva nel terzo quarto e da lì nasce il break decisivo. Si aggrappa alla sufficienza con un buon rientro nel periodo finale, con tanta energia spesa a rimbalzo, a sporcare palloni e a difendere duro. Ci si aspetta comunque qualcosa in più.

Brooks 6: Printezis non è certo la bestia più mansueta da ammansire, ma un difensore di spessore come lui non sfigura affatto al cospetto. Ha problemi di falli, ma la sua solidità difensiva e il suo sostegno a rimbalzo sono in campo nel momento in cui Milano mette la museruola all’Oly e decide di scappare.

Gudaitis 6,5: sentenzioso dalla lunetta, non ha in Milutinov il più agevole degli oppositori. Se la cava come può, giocando più di sciabola che di fioretto. Si prende gli avanzi offensivi dei suoi esterni, ma sa trasformarli in piatti succulenti.

Tarczewski 6,5: Milutinov è una brutta bestia, ma “Tarcisio” cresce molto alla distanza, spadroneggiando con la sua freschezza nel decisivo secondo tempo. Trainato dal momento della squadra si permette il lusso di una troneggiante stoppata a Spanoulis. Episodi che fanno bene all’autostima.

Coach, Pianigiani 7: cavalca l’onda non tanto anomala dei suoi tre tenori, concedendo ad ognuno il proprio riposo nei momenti propizi. La panchina gli offre risposte incoraggianti e lui non ha timore nel togliere il Kuzminskas di turno quando si mostra apatico e poco presente nel match. A volte potrebbe osare di più, ma le certezze che sta costruendo hanno permesso a Milano di sfoderare una bella lezione a Blatt e di dare a questa squadra un’enorme sicurezza nei propri mezzi. Quello che è mancato nelle tante partite perse punto a punto nei primi mesi della scorsa stagione.

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