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LeBron James si espone ancora su Kyrie Irving, mentre Nike taglia tutti i ponti

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Kyrie Irving in questi giorni ha incontrato Adam Silver per chiarire la situazione dopo la polemica sul tweet considerato anti-semita. Nonostante questo, la point guard dei Brooklyn Nets è ancora lontana dal tornare in campo e senza di lui la franchigia ha comunque vinto 3 partite su 4. Nelle scorse ore però LeBron James, che aveva condannato il comportamento di Irving, suo ex compagno, qualche giorno fa, ha twittato sulla questione.

Nel suo messaggio, LeBron ha sostanzialmente ribadito l’errore di Irving, ma ha anche aggiunto che, avendo chiesto scusa, la punizione riservata al giocatore sarebbe secondo lui troppo severa.

“Vi ho già detto che non credo sia giusto diffondere informazioni offensive. E continuerò a pensarla così, ma Kyrie si è scusato e dovrebbe essergli permesso di giocare” – ha scritto Kyrie. – “Questo è ciò che penso. È semplice. Aiutatelo a imparare, ma dovrebbe poter giocare. Ciò che gli è stato richiesto per poter tornare in campo credo sia eccessivo. Non è la persona che stanno dipingendo, ora torno a fare riabilitazione”.

Parole che sono arrivate quasi in contemporanea con la porta sbattuta in faccia ad Irving dal CEO di Nike, Phil Knight. Secondo l’imprenditore, intervistato dalla CNBC, probabilmente il rapporto tra l’azienda e il giocatore è concluso. “Dubito che torneremo a lavorare insieme, ma non sono sicuro. Kyrie ha superato il limite. È molto semplice. Ha fatto delle dichiarazioni sulle quali non possiamo soprassedere, e questo è il motivo per cui abbiamo interrotto i rapporto. E a me sta bene così” ha detto Knight.

A sottolineare quindi che a causare la maggior parte del polverone non sia stato il tweet in sé, ma le successive parole di Irving che si è difeso dicendo di “poter postare ciò che vuole” e rifiutandosi più volte di dichiarare esplicitamente di non essere anti-semita. Da qui è scaturita anche la sospensione da parte dei Nets, che hanno imposto al giocatore 6 condizioni per poter tornare in campo con loro. Nike ha seguito l’esempio ed ha sospeso i rapporti con Irving, compresa la produzione in programma delle sue nuove scarpe.

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