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Moraschini: “Sono pulito, mi appellerò contro una decisione ingiusta!”

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Riccardo Moraschini, giocatore dell’Olimpia Milano, è stato intervistato da Massimo Selleri del QS dopo la conferma della sua positività all’antidoping.

“Sono pulito e per questo mi appellerò contro una decisione che sento profondamente ingiusta. Farò ricorso perché non ho fatto nulla di male e anche la Procura nazionale antidoping ha riconosciuto che la mia positività non è dovuta a un fatto intenzionale. Devo andare in appello anche per tutte quelle persone che in queste settimane mi hanno fatto sentire tutta la loro solidarietà credendo nella mia buona fede e per chi mi è ancora vicino, come la mia mamma, che ieri compiva gli anni e non ha potuto festeggiare per questa pessima notizia”.

Com’è accaduto

Sono diventato positivo per una contaminazione indiretta, per osmosi. Una persona che ho frequentato assiduamente stava usando uno spray cicatrizzante consigliato da un farmacista per curare una ferita. Quel medico cinale conteneva il Clostebol, una sostanza proibita solo in Italia e in Sudafrica, e per la sua volatilità é come se l’avessi assunta anche io. È stato accertato senza ombra di dubbio che i fatti sono andati così, ma questo non è bastato per dimostrare la mia innocenza”.

Arrabbiato o deluso

“Ho tanta rabbia dentro perché non posso fare nulla. Non sono neppure in grado di presentare l’appello perché per farlo devo prima conoscere le motivazioni della condanna. A oggi conosco solo la pena, un anno di squalifica che mi sembra una enormità per una positività non intenzionale. Quando sai di non aver fatto nulla diventa difficile accettare tutto questo, ma una cosa è certa: reagirò e mi rialzerò. Sono sempre stato una persona corretta e cancellerò anche questa macchia che non mi appartiene e che non merito”.

Attestasti di solidarietà. Questo la consola?

“Tantissimo e non lo dico per convenienza. Comunque finirà questa storia, le manifestazioni pubbliche e private mi confortano sul fatto che a seguire le regole e ad essere veri non si sbaglia. Ho sempre cercato di essere un ragazzo con la testa sulle spalle che quando ha sbagliato ha chiesto scusa, ma un errore così grande non lo commetterei mai”.

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