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NBA – Molti giocatori ancora non si vogliono vaccinare contro il Covid-19

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La NBA si sta impegnando molto per far sì che le squadre sottopongano i propri giocatori e lo staff al vaccino anti-Covid, che negli USA ha superato i 52 milioni di somministrazioni complete (entrambe le dosi). Tuttavia, secondo Chris Sheridan di BasketballNews, diverse franchigie starebbero avendo problemi nel convincere i giocatori a vaccinarsi, in particolare Brooklyn Nets, New York Knicks, Boston Celtics, Washington Wizards e Philadelphia 76ers.

Le squadre che si sono vaccinate (non si sa se per intero non essendo obbligatorio) sono state New Orleans, Portland, Atlanta e i Los Angeles Lakers, anche se dei campioni in carica, che hanno fatto solo la prima dose per ora, nessun giocatore ha pubblicizzato la propria scelta sui social. Secondo quanto riportato molti giocatori citerebbero la propria mancanza di fiducia nel Governo americano e nelle politiche sanitarie come ragioni della loro titubanza, menzionando anche il cosiddetto esperimento Tuskegee.

L’esperimento Tuskegee fu uno studio sulla sifilide condotto dagli USA tra il 1932 e il 1972 nella città di Tuskegee, in Alabama, su cittadini afroamericani in parte malati di sifilide e in parte sani. Nonostante una cura fosse già stata trovata negli anni ’40, ovvero la penicillina, gli studiosi impedirono ai soggetti di usufruirne fino appunto al 1972, quando scoppiò un grande scandalo che mise a nudo un programma dai tratti omicidi, oltre che razzisti.

Episodi come quello di Tuskegee starebbero alimentando le preoccupazioni di alcuni giocatori NBA, i quali vedrebbero rischi simili nel programma vaccinale in atto contro il Covid-19. Solo un paio di settimane fa Andrew Wiggins, ma anche Kent Bazemore, aveva dichiarato di non volersi vaccinare a meno che non venisse obbligato.

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