NBA Numb3rs: potere agli europei

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I Toronto Raptors irrompono in testa al power ranking stagionale grazie alle 12 vittorie ottenute in 13 partite. 6 vittorie nelle ultime 6 partite sono un segnale molto incoraggiante per un completamente recuperato Kawhi Leonard e compagni, sempre più padroni della Eastern Conference. Seguono Bucks, Pacers e Celtics (non ancora efficienti come lo scorso anno nella metà campo difensiva), ma attenzione ai nuovi 76ers che potrebbero insediarsi nelle prime posizioni dopo l’arrivo di Jimmy Butler. Continuano a deludere i Washington Wizards (3-11) che nonostante l’ultima vittoria in casa dei Miami Heat sono sopra solo ai Cavs (1-11). Situazione molto instabile nella Western Conference dove Rockets, Pelicans e Lakers procedono ancora ad intermittenza. Ne stanno approfittando i Nuggets (9-3) che però hanno perso di due punti entrambe le ultime 2 partite giocate e i Trail Blazers. 

In questa puntata della rubrica presteremo particolare attenzione ai giocatori europei sempre più protagonisti di una lega che storicamente è sempre stata in mano agli afro-americani. Pionieri di questa crescita sono senza dubbio Gallinari, Jokic, Bjelica e il nuovo arrivato Luka Doncic ormai apprezzato da tutti anche dall’altro parte dell’oceano.

37-21. Una delle migliori prestazioni a livello statistico porta ancora una volta il nome di Nikola Jokic. Il centro serbo ha sfruttato i problemi dei Brooklyn Nets nel reparto lunghi per mettere insieme 37 punti (14/22 dal campo e 8/10 ai liberi) e 21 rimbalzi che però non sono bastati ai suoi Nuggets usciti sconfitti da due match consecutivi per la prima volta in stagione. Il giorno prima infatti, Gasol e i Grizzlies hanno limitato il talento dei Nuggets a 4 punti ed un solo tiro strappando nei secondi finali una fondamentale ed abbastanza insperata vittoria. Jokic diventa così il secondo giocatore nella storia a chiudere con tali numeri giocando meno di 34 minuti ed il primo a farlo dai tempi di Elgin Baylor (1961).

20+. Il nostro Danilo Gallinari si sta rendendo protagonista di un ottimo inizio di stagione in cui viaggia a quasi 20 punti di media. E’ l’unico giocatore della lega a segnare così tanto giocando al massimo 30 minuti di media. Ne stanno beneficiando i suoi Los Angeles Clippers che hanno vinto 7 delle 12 partite giocate.

198. Nelle prime 10 partite giocate in NBA, Luka Doncic ha segnato 198 punti. E’ il secondo miglior punteggio fatto registrare da un ragazzo di 19 anni in tutta la storia della lega. Il primo è Kevin Durant che nei primi 10 match tra i PRO segnò 201 punti. D’altro canto, Kevin Durant all’epoca non era ancora un giocatore completo come lo è già ora Doncic che, oltre ai 20 punti di media, può vantare 6.5 rimbalzi e 4.5 assist. Neanche LeBron James ha raggiunto tali risultati nel suo primo anno nella lega, solo Oscar Robertson, Larry Bird e Michael Jordan lo hanno fatto. Che dire, il ragazzo sloveno sta mobilitando già da ora paragoni importanti, ma la pressione non sembra intimorirlo.

7-6. La vera sorpresa di quest’inizio di stagione sono i Sacramento Kings di coach Dave Joeger capace di stravolgere il gioco della sua squadra rispetto alla scorsa stagione e di adattarlo al meglio ai giocatori a disposizione. Se Fox e Cauley-Stein sono le note più positive soprattutto in ottica futura, non si può notare l’incredibile efficienza di Nemanja Bjelica. L’ala ha ricevuto notevole interesse durante l’ultima free agency e sta premiando i Kings che più di tutti hanno scommesso su di lui giocando il miglior basket della sua carriera. Ad oggi Bjelica è un possibile candidato al MIP visto che ha quasi raddoppiato la produttività offensiva riuscendo ad essere più incidente anche nell’altra metà campo. Con Bjelica in campo tutti i giocatori dei Kings aumentano la loro reale percentuale di tiro: Yogi Ferrell è quello che ne beneficia più di tutti (migliora la percentuale reale di tiro di oltre il 44% quando Nemanja è in campo), ma i titolari (Fox, Hield e Cauley Stein) non disprezzano visto che anche loro incrementano le loro percentuali del 15-17% circa.

40+10. Spostiamoci ora a Philadelphia dove un altro non-americano sta deliziando tutti: Joel Embiid è diventato un vero e proprio dominatore del pitturato e non solo. In settimana ha rifilato agli Hornets 42 punti (11 su 18 dal campo) e 18 rimbalzi. Per la seconda volta in stagione ha superato il muro del 40+10. L’ultima volta che un giocatore dei Sixers (Charles Barkley) ha chiuso la stagione, e non solo le prime 14 partite, con almeno 2 partite oltre i 40 punti e i 10 rimbalzi correva l’annata 1990/91.

30. L’altra piacevolissima sorpresa di quest’inizio di stagione è Derrick Rose, mai stato così in forma dai tempi dei numerosi infortuni che hanno inevitabilmente stravolto la sua carriera. Complice anche l’assenza di Teague, la guardia ex Bulls viaggia a quasi 19 punti e 5 assist di media in meno di 30 minuti d’utilizzo. D-Rose ha già segnato più di 30 punti in due occasioni in queste prime 13 partite, cioè lo stesso numero di trentelli ottenuti nelle due stagioni precedenti combinate.

29+20+9. Chiudiamo la puntata di oggi con Hassan Whiteside e la sua straordinaria prestazione ai danni dei San Antonio Spurs. Il lungo dei Miami Heat ha chiuso il primo tempo del match segnando 26 punti, catturando 17 rimbalzi e stoppando ben 8 tiri (!). Nessuno ha mai messo insieme tali statistiche giocando meno di 25 minuti (Whiteside ne ha giocati 22 nei primi 24). Alla fine il tabellino conta 29 punti, 20 rimbalzi e 9 stoppate numeri che non si vedevano dal 12/17/1989 (Hakeem Olajuwon).

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