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NBA – Russell Westbrook contro il soprannome “Westbrick” e le minacce di morte ricevute

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Russell Westbrook è attualmente probabilmente il giocatore più criticato di tutto il mondo NBA. I Los Angeles Lakers non girano come molti si sarebbero aspettati e la point guard giallo-viola viene considerata il principale colpevole, tanto che si dice che alcuni giocatori abbiano fatto pressioni su Frank Vogel per farlo partire dalla panchina. I tifosi, non da quest’anno, lo hanno soprannominato “Westbrick”, gioco di parole che mixa il cognome del giocatore con la parola “brick”, “mattone”.

Finora Westbrook non si era mai esposto sulla questione, ma al termine dell’ultima sconfitta contro gli Spurs il giocatore è esploso in conferenza stampa. La motivazione principale è la denuncia di minacce di morte ricevute da parte dei tifosi dei Lakers, fatta dalla moglie di Westbrook, Nina, nelle ore antecedenti la gara. Secondo quanto detto da Westbrook, si sarebbe addirittura arrivati al punto che la sua famiglia non si recherebbe più alla Crypto.com Arena per via degli insulti che i tifosi gli rivolgono.

Sono al 100% con mia moglie e condivido quello che prova. Quando si parla di basket, non mi interessano le critiche che arrivano per aver segnato o sbagliato dei tiri. Ma nel momento in cui diventa un modo per infangare il mio nome, allora diventa un problema. “Westbrick”, per esempio, è infangare il mio nome. Infanga il mio nome, il mio lascito ai miei figli. È un nome che ha un significato, non solo per me, ma anche per mia moglie, mia mamma, mio papà, tutti coloro che mi hanno spianato la strada.

Molte volte, lascio stare. Ma ora è il momento di dire basta e di dire le cose come stanno. C’è una differenza. Dobbiamo essere sicuri di averlo capito. Ogni volta che lo sentirò da ora in avanti, mi assicurerò di intervenire e di fermarlo sul nascere.

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