Stephen Curry ha spiegato il vero motivo per cui è volato da Shanghai per incontrare Durant

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Il celebre retroscena che visto protagonista Stephen Curry è ormai conosciuto a tutti: la stella degli Warriors avrebbe frettolosamente preso un aereo da Shanghai verso New York per cercare di convincere Kevin Durant a rimanere in California, ma proprio mentre Curry era in volo, KD ha comunicato al mondo intero la sua decisione di mollare Golden State per firmare con i Brooklyn Nets.

Nella giornata di ieri, Steph è tornato sull’argomento durante un’intervista con The Athletic, dichiarando che non voleva convincerlo a rimanere, ma che l’incontro era solamente una forma di rispetto: “Sapevo benissimo che in quei momenti avrebbe deciso dove avrebbe voluto giocare. Non c’era bisogno di reclutarlo, lui sa cos’abbiamo passato e cos’abbiamo raggiunto insieme. Doveva solo prendere la decisione che l’avrebbe reso più felice, è ciò che tutti vogliamo in questa Lega. La mia visita era solamente più per una questione di rispetto, per non lasciare che le str***ate che girano attorno a questo business si intromettessero nel nostro rapporto di amicizia. Penso che sapesse già cosa voleva. Alla fine della storia, è il massimo che puoi chiedere ad un giocatore.
Volevo tornare prima, io e Kevin non ci vedevamo da quando si è infortunato al tendine d’achille, ma il tour in Asia con il mio sponsor non me l’ha permesso. L’incontro tra di noi era fissato da tempo, non volevo convincerlo a rimanere o robe simili, non ce n’era bisogno
“.

Francesco Manelli

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