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Victor Wembanyama parla apertamente delle violenze ICE: “Non posso essere politicamente corretto”

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In un’intervista rilasciata alla stampa dopo l’ultimo allenamento dei San Antonio Spurs, la stella francese Victor Wembanyama ha espresso il suo profondo sconcerto per la recente ondata di violenza scatenata da operazioni federali dell’ICE a Minneapolis, in Minnesota, dove due civili sono stati uccisi da agenti in uniforme nelle ultime settimane. Wembanyama si è detto sconcertato da come un’azione del genere possa venire giustificata e accettata, quando semplicemente dovrebbe far inorridire.

Interpellato riguardo alla tragica sparatoria che ha portato alla morte di Alex Pretti (e qualche settimana prima di Renee Good), entrambi uccisi da agenti federali dell’ICE nel corso di operazioni di polizia, Wembanyama non ha trattenuto la sua opinione:

Le PR ci hanno provato, ma non starò qui a dare una risposta politicamente corretta. Ogni giorno guardo le notizie e inorridisco. Penso sia pazzesco che alcune persone possano far sembrare accettabile, come se fosse normale, l’omicidio di civili. Leggo le notizie e a volte mi faccio domande profonde sulla mia stessa vita. Sono consapevole che dire tutto ciò che penso avrà un costo troppo grande per me al momento, quindi non voglio scendere nei dettagli. È terribile. So che sono uno straniero, ma vivo in questo Paese e sono preoccupato.

Victor Wembanyama è tra i giocatori della NBA che non si tirano indietro quando si tratta di commentare eventi sociali e politici. Le sue dichiarazioni seguono quelle della National Basketball Players Association (NBPA), che ha emesso un comunicato in solidarietà con i manifestanti e ha sottolineato l’importanza del diritto alla libertà di parola di fronte agli incidenti di Minneapolis. Ma nei giorni scorsi anche Tyrese Haliburton e Breanna Stewart, tra gli altri, si erano esposti. Il giocatore, nato in Francia e arrivato NBA come scelta numero uno del Draft, ha anche affermato di essere consapevole dei rischi e delle conseguenze personali di uno schierarsi su temi così divisivi, soprattutto come straniero che vive negli Stati Uniti in una vicenda che ha le proprie radici proprio nell’avversione verso gli immigrati.

Francesco Manzi

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