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Vlado Micov, il serbo che ha messo d’accordo Cantù e Milano

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Cantù e Milano, dopo il derby di Bologna, è sicuramente la sfida più sentita del nostro basket, nonostante si tratti di squadre appartenenti a città diverse, ma molto vicine geograficamente. C’è enorme rivalità, “odio” sportivo profondo, eppure nell’ultimo decennio abbondante c’è stato un giocatore che ha vestito la maglia di entrambe le compagini ed è risultato esserne uno dei più amati in entrambi i casi: quel giocatore risponde al nome di Vlado Micov.

L’arrivo a Cantù di Vlado Micov

È l’anno 2010, la Montepaschi Siena domina in lungo e in largo il campionato italiano da diverse stagioni ormai, l’Olimpia Milano prova a imporsi come antagonista ma ogni anno sbaglia qualcosa, così la rivale più accreditata è la Cantù di coach Andrea Trinchieri e del GM Bruno Arrigoni. È quella famosa Cantù, la migliore del nuovo millennio, dove Marty Leunen e Manuchar Markoishvili sono le punte della squadra, Nicolas Mazzarino e Denis Marconato i “vecchi” che guidano il gruppo.

Ma a prendersi la scena a dicembre 2010 è un giovane serbo scovato da quel volpone di Arrigoni, che fin da subito si impone come elemento fondamentale della squadra. Ala piccola pura, adattabile a volte a giocare da 4, ma anche da 2, Vlado Micov diventa subito un idolo della tifoseria biancoblu. Tanto silenzioso quanto efficace, scala sempre più le gerarchie di coach Trinchieri, diventando un riferimento totale per quella Cantù d’oro. Dopo anni tra Serbia e Montenegro e una fugace apparizione in Eurolega col Baskonia, Cantù rappresenta il vero trampolino di lancio per Vlado, che da il là alla carriera che tutti conosciamo.

Il ritorno di Cantù in Eurolega

Micov fa parlare pochissimo di sé, è un giocatore molto particolare, non è un leader, non è un trascinatore, ma è rarissimo che sbagli una singola scelta di gioco. Schivo, appartato, eppure entra subito nei cuori dei tifosi, conducendo Cantù alla finale Scudetto contro Siena, battendo soprattutto 3-1 in semifinale l’Olimpia Milano, apice del godimento per gli Eagles e tutti i cuori canturini. Poi Siena si imporrà 4-1 in finale, come prevedibile, ma quella stagione rimarrà storica e soprattutto riporta Cantù in Eurolega.

L’anno seguente l’ossatura non cambia, Cantù è sempre protagonista in Italia, ma soprattutto in Europa, disputando un Eurolega di altissimo livello dove Micov è assoluto protagonista. Il raggiungimento delle TOP16 è già di per sè un successo, l’eliminazione per la differenza canestri col Maccabi lascia invece l’amaro in bocca, in quanto davvero per poco vengono mancati i quarti di finale. Però Micov e soci ormai si sono imposti sulla vetrina europea e, nonostante un flop ai playoff dove vengono sconfitti 3-2 in rimonta da Pesaro, le migliori formazioni di Eurolega han messo gli occhi su Vlado.

Le esperienze al CSKA Mosca e Galatasaray

L’estate 2012 viene ricorda come quella del suo passaggio al CSKA Mosca. Dopo 119 partite e oltre 1.200 punti realizzati, si chiude l’idillio d’amore tra Vlado Micov e la Pallacanestro Cantù. Nei seguenti 6 anni Vlado è protagonista prima con la maglia del CSKA Mosca e poi con quella del Galatasaray, con cui vince un Eurocup e viene inserito nel primo quintetto.

La magica avventura di Vlado Micov all’Olimpia Milano

Ciò che interessa a noi è l’estate del 2017. La Milano targata Armani cerca sempre di creare ogni anno lo squadrone e punta forte e decisa sull’ex Cantù. Si sa, a Milano il pubblico è molto particolare. Ma c’è uno zoccolo duro che vive realmente di basket e alla firma di Micov i commenti sono più che positivi, proprio perché il valore del giocatore è fuori discussione.

È l’inizio di una grandissima storia d’amore: Micov è fin da subito uno dei giocatori più amati dal pubblico biancorosso, offrendo prestazioni di altissimo livello. “Il Professore”, così lo soprannominano per il suo stile di gioco “perfetto ed elegante”. E al primo anno in maglia Olimpia è subito tra i protagonisti della vittoria dello scudetto numero 28, conquistato 4-2 in finale contro Trento. Quello della famosa stoppata di Goudelock in gara-5. Ma Vlado è protagonista assoluto, è già un vero e proprio idolo, un ex canturino che viene amato alla follia da Milano, quasi un paradosso.

Purtroppo, complici annate storte e pandemia Covid, quello rimarrà l’unico Scudetto di Vlado in maglia Olimpia, a cui però vanno aggiunte 3 Supercoppe (di cui una col titolo di MVP) e una Coppa Italia, oltre al raggiungimento della Final4 di EuroLega del 2021. Nel corso di queste stagioni, inoltre, è stato protagonista di clamorosi buzzer beater, come quello a Valencia in Eurolega o quelli con Venezia e Cremona in LBA, mostrando la sua solita freddezza, senza mai scomporsi o esultare più di tanto. A fine stagione 2020/21, complice comunque anche la carta d’identità che inesorabilmente avanza, Micov lascia Milano, da secondo realizzatore della storia Olimpia in Eurolega. Si tratta di un addio che ovviamente ha fatto male al cuore del tifoso biancorosso, ma che è stato accolto con grandissime parole d’amore da parte di tutta la tifoseria.

L’ultima annata al Buducnost e il suo ritiro dal basket giocato

L’ultima stagione al Buducnost è stata semplicemente una passerella per arrivare al ritiro, perché il basket oggi perde un suo grandissimo interprete, uno dei migliori in assoluto degli ultimi 15 anni europei. Ieri in contemporanea le pagine Facebook di Cantù e Milano hanno pubblicato l’annuncio del ritiro di Vlado, ringraziandolo delle esperienze fatte con le due casacche. E mai come in questo caso i commenti di due tifoserie così rivali sono stati così simili, così pieni di gratitudine verso un professionista come pochi, verso Il Professore che ha fatto innamorare tutti.

Vlado Micov potrà tranquillamente essere ricordato come colui che ha messo d’accordo – forse per l’unica volta nella loro vita – canturini e milanesi. Un giocatore fuori dagli schemi, lontano dal mondo social che ci attornia, lontano dall’essere personaggio, ma che amava parlare in campo. E come lo faceva, lo sappiamo tutti.

Grazie di tutto Vlado, ci mancherai!

 

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