Dopo il ko di misura in casa della Bosnia Erzegovina, l’Italia incassa il secondo ko di fila nella seconda finestra delle qualificazioni ai Mondiali 2027 perdendo 76-64 a Pesaro contro la Serbia. La formazione di coach Luca Banchi ha pagato lo scotto della differenza di fisicità in favore dei serbi che, nonostante un Nikola Jokic con il freno a mano un po’ tirato (8 punti e altrettanti rimbalzi per l’asso dei Nuggets), hanno condotto la gara per gran parte dei 40’, dominando a rimbalzo (40-27 il computo delle carambole in favore della Serbia, che ne ha raccolte 18 sotto le plance d’attacco) e facendosi trascinare da Aleksa Avramovic (20 punti, di cui 13 siglati nel solo terzo quarto) e Marko Guduric (19). All’Italia, che dopo aver toccato anche il -12 nel primo tempo ha provato a rialzare la testa nel terzo quarto ritrovando la parità a quota 44 e 47, non sono invece bastati i 23 punti di un Nico Mannion dominante proprio nella frazione dopo la pausa lunga e i 15 di un Simone Fontecchio partito fortissimo (10 punti nei primi 10’) e poi imbrigliato dalla difesa avversaria.
Gli uomini di coach banchi, spinti da una difesa arcigna e da un Fontecchio ispirato, sono partiti forte. La reazione serba non ha però tardato ad arrivare: con un 8-1 propiziato da Guduric, infatti, gli ospiti hanno colmato il gap e messo la freccia per poi alzare ulteriormente il livello della fisicità nel secondo quarto, nel quale l’Italia ha accusato il colpo scivolando anche a -12 prima di riuscire a limitare i danni e a rientrare in singola cifra di svantaggio (31-40 alla pausa lunga). Dopo l’intervallo è arrivato il nuovo cambio di passo azzurro, ispirato da un Mannion capace di caricarsi l’attacco sulle spalle l’attacco dell’Italia (13 punti nel solo terzo quarto per lui) e di portarla fino alla parità a quota 44. Il sorpasso italiano non è però mai arrivato e la Serbia ha saputo approfittarne per entrare a +3 in un quarto quarto in cui poi, quando la spia della riserva azzurra si è accesa, ha dato la spallata decisiva grazie a Guduric e soprattutto Avramovic.
Foto: FIBA
