Milwaukee Bucks vs. Atlanta Hawks: le pagelle della serie

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Milwaukee Bucks

Giannis Antetokounmpo, 8: con lui in campo la difesa dei Bucks era riuscita a coprire gli aiuti e il pitturato, costringendo con successo Atlanta a due partite sotto i 100 punti (in gara 3 sono stati 102). Le cifre sono come al solito impressionanti: 30.6 punti, 10 rimbalzi e 6 assist di media, tirando con quasi il 60%. Poi nella sconfitta in gara 4 gioca appena 24 minuti e deve dire addio alla serie. La speranza è quella di recuperarlo per le Finali, anche se le sue condizioni rimangono molto dubbie.

Khris Middleton, 8.5: è sempre stato uno dei migliori secondi violini della Lega. Con il forfait di Giannis è proprio Middleton a vestire i panni del supereroe. Non solo è determinante nella vittoria in gara 3 con 38 punti, ma anche in gara 5 replica con una prova a 360 gradi. Chiude la serie con cifre di assoluto livello: 23.7 punti, 8 rimbalzi e 6.5 assist di media. La sua gara 6 è la ciliegina sulla torta: i 16 punti nei primi 4 minuti del terzo quarto di gara 6 lanciano i Bucks alla vittoria della Eastern Conference.

Jrue Holiday, 8.5: nella vittoria in gara 3 il suo 2/11 al tiro non condiziona la prova della squadra. Meglio così: Holiday nel resto della serie non ripete più una prestazione del genere. Solo una partita sotto quota 20 punti, con l’exploit da 27 punti, 9 rimbalzi, 9 assist e 4 rubate nella vittoria finale. Nel complesso anche lui ha saputo elevare il proprio livello (due partite con almeno 25 punti e 10 assist), difendendo come al solito in maniera clamorosa.

Brook Lopez, 7: il suo minutaggio cresce di partita in partita, nonostante sia evidente come in alcune partite Budenholzer avrebbe fatto meglio a tenerlo in panchina. In gara 5 però trascina i Bucks alla vittoria con 33 punti (non accadeva dal mese di Novembre del 2017) senza canestri dall’arco. Chiude altre tre volte in doppia cifra per punti tirando sempre sopra il 50%, fatta eccezione per gara 1.

PJ Tucker, 6: non la sua miglior serie difensiva. Ha faticato a inseguire sul perimetro gli esterni avversari e non riesce a contenere gli 1vs1 lontano dal canestro. Come al solito non segna tanto (appena 4.3 punti di media), ma cattura più di 7 rimbalzi a partita. Tatticamente è fondamentale per le spaziature, ma da tre punti è ancora poco efficace (appena 5 canestri su 18 tentativi).

Pat Connaughton, 6: i limiti sono evidenti ed è evidente che se Budenholzer potesse non lo impiegherebbe per così tanti minuti. Connaughton riesce a dare comunque il suo contributo: in gara 2 è assolutamente perfetto da tre e segna 9 punti, mentre in gara 6 supera la doppia cifra con 13 punti, a cui aggiunge 8 rimbalzi.

Bobby Portis, 6: il suo impiego cresce a causa dell’infortunio di Giannis. Nelle ultime due gioca più di 30 minuti e risponde con 22 punti e 8 rimbalzi in gara 5 e 12+9 rimbalzi in gara 6. Nelle prime sfide in pochi minuti a disposizione è efficace, anche se dall’arco è molto impreciso in tutta la serie. Riesce però a tenere alto il livello difensivo quando sostituisce Lopez.

Jeff Teague, Bryn Forbes s.v.

Coach Mike Budenholzer, 7: non una serie facile da gestire, considerata le poche alternative nelle rotazioni dopo l’infortunio di Giannis. È vero che anche dall’altra parte perdere il franchise player ha semplificato il lavoro difensivo. Alla lunga si può giudicare il fatto che si ostini a giocare continuamente con Lopez quando in alcuni tratti della partita sarebbe il caso di toglierlo, anche se in gara 5 è stato ampiamente ripagato.

 

Atlanta Hawks

Trae Young, 8: la serie era iniziata nel migliore dei modi con il career high ai playoff (48 punti) conditi da 11 assist. Prima dell’infortunio è seguita una gara 2 decisamente sottotono, con 1/8 da tre punti, e una prova da 35 punti in gara 3. Il suo rientro per allungare la serie non è servito: Young chiude i playoff come l’unico giocatore, fatta eccezione per LeBron James, in grado di realizzare più di 28 punti e 9 assist di media in una singola annata.

Bogdan Bogdanovic, 6.5: doveva riscattare una serie con Philadelphia insufficiente, soprattutto nelle ultime partite. Le prime tre gare contro i Bucks sono state ampiamente negative: 4, 8 e 8 punti. tirando 4/16 dall’arco con due pessime prove in gara 1 (1/6) e 3 (3/16). L’infortunio di Young lo carica di responsabilità e lui risponde con tre partite sopra quota 20 punti, 28 per la precisione in gara 5.

Kevin Huerter, 5: meno preciso e meno efficace rispetto a quanto era riuscito a fare nella serie contro i 76ers. Huerter chiude la serie con appena 10 punti di media e il 26,5 % da tre. Nella metà delle partite non raggiunge la doppia cifra per punti tirando sotto il 30% dal campo con un disastroso 2/10 nell’ultimo atto della serie. Prova a rimediare servendo 7 assist in tre partite consecutive, ma è evidente come la marcatura di Holiday e Middleton in questa serie lo abbiamo messo in enorme difficoltà.

Clint Capela, 6.5: costretto a uscire dalla sua comfort zone ha faticato per essere il solito fattore in difesa. Il pick and roll con Young in gara 1 ha spiazzato la difesa dei Bucks, ma poi non è riuscito a trovare continuità nella metà campo offensiva (solamente altre due volte sopra la doppia cifra per punti). Chiude sopra i 10 rimbalzi di media e con appena una partita sotto il 50%.

John Collins, 6.5: nella prima gara della serie è stato semplicemente incredibile con 23 punti e 15 rimbalzi. Sono seguite partite di poco “spessore” dal punto di vista realizzativo, non tanto in termini di efficienza (quasi il 56% al tiro), quanto in termini di volume. Arriva una seconda doppia doppia nell’ultima gara della serie.

Danilo Gallinari, 7: anche questa volta il giocatore italiano non ha sfigurato. Eccetto gara 1 realizza sempre 10 o + punti: i 19 punti di gara 5 sono il massimo personale nella serie. Chiude con 13.5 di media tirando con buonissime percentuali dall’arco (44.7%).

Lou Williams, 6: in gara 4 e in gara 5 è assoluto protagonista provando a rimpiazzare l’infortunato Young. Viene impiegato 35 minuti di media in entrambe le gare, realizzando una prestazione da 21 punti (7/9 al tiro), 8 assist e 5 rimbalzi nella prima e 17+5 assist nella penultima sconfitta. Per il resto però fa molta fatica e sembra ormai arrivato alla fine della sua carriera.

Cam Reddish, 6.5: salta gara 1 e la prima partita ad Atlanta, ma nel resto della serie la sua presenza si sente eccome. Nell’ultimo atto è il miglior realizzatore degli Hawks con 21 punti (6/7 dall’arco) uscendo dalla panchina. Anche in gara 2 e 4 riesce a dare un contributo concreto con rispettivamente 11 e 12 punti.

Onyeka Okongwu s.v.

Coach Nate McMillan, 6: ha perso un giocatore da 28 punti e 9 assist di media a serie in corso, quindi esistono delle attenuanti. Difensivamente però la squadra è crollata nonostante l’assenza di Giannis tra le fila dei Bucks. Atlanta è riuscita a dare del filo da torcere anche a Milwaukee dopo la vittoria contro Phila vincendo con spavalderia gara 1 e pareggiando sul 2-2 la serie. Come prima esperienza ai playoff per questa squadra si può tranquillamente dire che poteva andare peggio.

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