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Verso Venezia-Fortitudo, le parole di Dalmonte: “Presenza, responsabilità e allineamento per produrre qualcosa di speciale”

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Di seguito le dichiarazioni di coach Dalmonte nella conferenza stampa di presentazione della 28esima giornata di campionato, in cui la Fortitudo sarà ospite della Umana Reyer Venezia con palla a due alle 18:00. Per i felsinei preoccupano le condizioni di Withers, appena reintegrato in gruppo dopo la tonsillite che lo ha tenuto fuori nelle ultime due partite, mentre sarà assente Dario Hunt, fermato da un problema a un adduttore accusato dopo il match con Cremona.

“Siamo consapevoli della forza della nostra avversaria, è necessario essere altrettanto consapevoli del nostro momento, a tutto tondo – situazione classifica, situazione roster – che ci deve dare una motivazione in più: domani è certamente un’occasione, anche nelle modalità con cui affronteremo la partita. In assenza di giocatori è necessario girare la visione in un’opportunità. Withers è al rientro ma è di fatto un mese che non si allena, quindi andrà dosato con criterio domani e nei prossimi giorni. Saremo senza Hunt, che verrà rivalutato all’inizio della settimana prossima, ma tutto questo è cronaca. Il resto dev’essere visto come un’opportunità per chi andrà a giocare i minuti di chi non potrà giocare. Sento che anche Venezia ha problemi di infortuni, ma rimane un roster che negli ultimi anni ha sempre giocato per vincere e c’è riuscita. È una squadra quadrata, che si conosce perfettamente e sa come distribuire offensivamente e difensivamente le proprie risorse. Possono cambiare fisionomia nell’arco della partita con tanti quintetti diversi e giocatori con caratteristiche differenti ma complementari. La nostra lettura dev’essere semplice ma efficace: abbiamo tre obiettivi difensivi da perseguire, alcuni punti offensivi per andare a cercare vantaggi in base ai quintetti che proporremo, idee molto chiare e contenute perché siano efficienti. Venezia è una delle poche squadre che di sistema difende con la 3-2, dovremo saper leggere il momento e non perdere fluidità in attacco. Alla palla a due si parte dallo 0-0. Confido nelle motivazioni dei singoli, ci dovrà essere da parte di tutti un senso di responsabilità non solo per i prossimi 40′ ma anche per le prossime partite. È necessario essere tutti sintonizzati per dare qualcosa di speciale su ogni possesso ed essere presenti, come squadra, in ogni momento che affrontiamo in attacco o in difesa.

Stanno tornando i problemi di sintonia in campo che c’erano anche con Sacchetti? Oggi è necessario uno step in più. Quanto successo a settembre, così come quanto successo a marzo, non conta. Dobbiamo dimenticare quel che è stato ieri e avere una consapevolezza oggi in visione di domani, per questo uso la parola “speciale”: fare qualcosa che fino a ieri magari non avevamo fatto o non era stato sufficiente.

Se di questo problema ho parlato esplicitamente coi giocatori? Assolutamente sì, perché per onestà e trasparenza non è efficace che io esprima il mio pensiero senza che sia condiviso con la squadra e anche coi singoli giocatori. È stato fatto e continuerà ad essere fatto, con la speranza di riuscire ad aprire le porte dell’ascolto e d riuscire a far passare il messaggio in modo chiaro.

I riferimenti da cercare per non disgregarci davanti alle difficoltà, soprattutto di alcuni singoli? Non credo ci sia bisogno di rincorrere nomi e cognomi per fare un’analisi della situazione, ma se anche così fosse, coerentemente coi miei principi, il dialogo con questi avverrebbe in sede privata e non pubblica perché non lo ritengo corretto. Abbiamo necessità di avere riferimenti diluiti su tutto il roster. È vero che una squadra deve avere ruoli definiti e di conseguenza responsabilità definite, allo stesso tempo però c’è un avversario che cerca di toglierti quei punti di riferimento leggendo le tue gerarchie. Dobbiamo sempre considerare che esiste davanti a noi un’avversaria che cercherà di fare questo. Allora devono esserci alternative e dev’esserci una proposta di squadra, la disponibilità di tutti a cercare di fare qualcosa in funzione della squadra. Quindi credo che sia importante che alziamo tutti il livello di presenza, di senso di responsabilità e che ci si metta tutti a disposizione per fare qualcosa che fino a ieri non è stato fatto, o che magari in una carriera straordinaria per numeri e riconoscimenti non era stato necessario, ma oggi lo è. Non perché lo chiedo io, ma perché lo richiede la situazione. Sul fatto che ci disgreghiamo alle prime difficoltà, problema di tante partite, dobbiamo fare uno step in più quando acquisiamo una buona onda. Nel momento in cui, per demeriti nostri o meriti avversari, accadono due possessi negativi, non riusciamo più a cavalcare l’onda ma la subiamo, prendendo break sicuramente evitabili anziché mantenere un ritmo che avevamo imposto noi. Serve da parte di tutti, in campo, la forza di non farci condizionare da due errori, perché tutti possiamo essere importanti e se tutti riusciamo a dare un contributo importante non siamo più aggrappati alla necessità di affidarci a un singolo giocatore. 

Lo stato d’animo in questa continua incertezza, tra continue assenze e classifica incerta anche per la situazione Pesaro? Proprio per questa situazione di incertezza è importante il qui e ora. Se ci facciamo trascinare da chi c’è e chi non c’è e così via, sbandiamo. Il qui e ora dice che domani abbiamo una partita e che ogni partita è un’occasione da affrontare con grande ambizione e senza alcuna presunzione, con grande presenza realistica nel cercare di fare il meglio possibile per le nostre possibilità e forze di oggi. Credo ci sia sempre una partita da vincere a prescindere dall’avversaria di turno, cioè fare il meglio possibile senza avere alcun rammarico. Se guardandoti allo specchio puoi dirti che, pur avendo fatto degli errori, hai fatto il meglio possibile, hai portato a casa questa vittoria. Chi manca, chi non manca…la lettura dev’essere differente. Nel mio vocabolario non esiste ‘colpa’ e ‘problema’ ma solo ‘via d’uscita’, trovare una soluzione che sia di tutti senza eleggere colpevoli. Le energie investite a cercare un colpevole sono energie che possiamo dare piuttosto alla ricerca di una soluzione.

C’è il rischio di aver già battezzato la partita contro Cantù come quella decisiva, trascurando le altre? Abbiamo tempo per pensare a Cantù, oggi abbiamo un’altra partita che è quella con Venezia, in cui dobbiamo dare il 100% e anche, se necessario, abbattere il muro del 100%. Poi finirà la partita, sarà tempo di resettare e pensare a Cantù, ma oggi abbiamo Venezia. 

Come quoterei oggi la salvezza della Fortitudo? Se potessi fare una previsione, e se si potesse, andrei a scommettere…io so che questa squadra ha tutte le capacità, indipendentemente da presenze e assenze, per farcela. È necessario che ci sia unità di pensiero su tutti i principi di cui ho parlato fino ad oggi. Abbiamo la possibilità di decidere il nostro destino con le nostre mani, dobbiamo giocarcela con la forza di chi può decidere e allineati sui punti comuni a tutti di cui si parlava prima.

Totè ha giocato due grandi partite da 4 e ora deve tornare a giocare da 5? Sta tutto nel contenitore delle possibilità. Dovrà giocare forte in una posizione che già conosce, dovrà solo rivedere un attimo spazi e competenze. Cerchiamo di far sì che la sua presenza in campo sia importante per la squadra indipendentemente dal ruolo che occupa. Sta sempre tutto nel contenitore del fare qualcosa di speciale, delle responsabilità, del ‘fanculo le scusanti e gli alibi e si gioca, si gioca vero e per portare a casa un risultato necessario per questo finale di stagione. Ruolo, minuti…se vai in campo 3 minuti, condensi in quei tre minuti tutta l’energia che avresti messo giocandone 40. È questo. Dobbiamo innanzitutto allinearci e comprendere quanto ciò sia necessario, se non lo facciamo non riusciremo a produrre qualcosa di speciale. Quel che eri abituato a fare fino a ieri conta, ma potrebbe non essere sufficiente, e allora dobbiamo fare qualcosa di differente. Tutti, io per primo.”

Giovanni Fornasari

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