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Gli Warriors sono stati vicini a draftare Bronny James: ecco perché non lo hanno fatto

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L’esordio di Bronny James in preseason non è stato dei migliori: solo 2 punti con 1/6 al tiro. Non ci sono grosse aspettative legate al campo per il figlio di LeBron, 55° scelta assoluta all’ultimo Draft, ma sicuramente c’è enorme curiosità che continuerà ad accompagnarlo per tutta la stagione.

Il giorno del Draft era circolata la voce che Rich Paul, agente di LeBron James e ora anche di Bronny, stesse minacciando le franchigie per evitare che scegliessero il ragazzo prima dei Lakers. Stando a quanto si era vociferato, Paul avvisava le squadre del fatto che, se avessero chiamato Bronny, quest’ultimo non avrebbe giocato in NBA ma sarebbe andato oltreoceano, magari in Australia. Alla fine tutto è andato per il meglio per la famiglia James e il suo procuratore: padre e figlio giocheranno insieme, poi è da vedere quanto spazio avrà Bronny.

Ora è però emerso un ulteriore retroscena sulla sera del Draft. Secondo Ramona Shelburne di ESPN, i Golden State Warriors sarebbero stati tentati dallo scegliere Bronny James con la loro 52° chiamata assoluta, 3 scelte prime di quella dei Lakers. “Agli Warriors piaceva lo skill set di Bronny e lo avevano nella loro lista. Selezionarlo prima dei Lakers, che avevano la 55°, sarebbe stata una scelta scaltra, magari anche per attirare LeBron nella free agency. Ma alla fine gli Warriors hanno optato per rispettare il chiaro desiderio di James che i Lakers avevano deciso di avallare” ha scritto Shelburne.

 

Francesco Manzi

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