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Paul Mokeski: “L’altezza causa problemi cardiaci, ma Wembanyama rischia meno di noi”

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L’ex centro NBA Paul Mokeski, con alle spalle una carriera durata 13 anni (dal 1979 al 1993), ha recentemente discusso delle problematiche di salute che colpiscono molti giocatori di basket di statura elevata. Mokeski, che ha giocato per diverse squadre come Cleveland Cavaliers, Golden State Warriors, Houston Rockets, Milwaukee Bucks e Detroit Pistons, ha espresso la sua preoccupazione in un’intervista con il giornalista Dusty Garza, focalizzandosi su un aspetto poco trattato ma secondo lui di grande rilevanza: la salute dei giocatori molto alti, con un’attenzione particolare per il giovane talento Victor Wembanyama.

“Il corpo umano non è naturalmente predisposto per altezze così elevate. Da Darryl Dawkins a Moses Malone, fino a Earl Cureton, Wilt Chamberlain e Jack Haley: sono tutti morti a causa di problemi cardiaci. Succede questo ai giocatori alti come me. È una preoccupazione” ha detto Mokeski, che oggi ha 67 anni ed è alto 213 centimetri.

Wembanyama è alto 224 centimetri, secondo questa teoria potrebbe sembrare a rischio, ma Mokeski è fiducioso che le nuove tecniche di allenamento e i progressi medici possano fare la differenza rispetto ai suoi tempi. “Quando guardi il suo allenamento, è chiaro che ha portato il tutto a un livello estremo”, ha affermato Mokeski, riferendosi alle pratiche di yoga e stretching che oggi sono parte integrante della preparazione fisica dei giocatori. “Noi non facevamo queste cose. Facevamo 15 salti sul posto ed eravamo pronti a giocare”.

Le moderne tecniche di allenamento non solo aiutano a prevenire infortuni, ma migliorano anche la longevità della carriera sportiva e la qualità della vita fuori dal campo. Secondo Mokeski, proprio grazie a queste innovazioni, Wembanyama avrà meno problemi di salute rispetto ai giocatori della sua generazione.

Nonostante le preoccupazioni legate alla statura elevata, è importante sottolineare che non esiste una correlazione diretta tra altezza e aspettativa di vita nei giocatori particolarmente alti, ma è un fattore che spesso ha causato, per fare degli esempi, la cardiomegalia (l’ingrossamento del cuore) o le embolie polmonari. Mokeski ha citato inoltre come esempi positivi Kareem Abdul-Jabbar (218 centimetri) che, a 77 anni, gode ancora di ottima salute, e Bill Russell (198 centimetri), scomparso all’età avanzata di 88 anni. “È una preoccupazione reale” – ha proseguito Paul Mokeski. – “Ma non possiamo controllare l’ordine naturale delle cose. Alcuni vivono una vita molto lunga, altri meno”.

Francesco Manzi

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