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Eurotalents: Fedor Zugic, la prossima scommessa vincente di Jaka Lakovic?

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Ritorna la nostra rubrica sui giovani prospetti europei, pronta ad aprire una nuova stagione per scoprire cosa riserva la linea verde del vecchio continente. Ci spostiamo a Ulm stavolta, in Germania. La prima squadra è da poco sotto la guida della leggenda slovena Jaka Lakovic. Un importante investimento nel settore giovanile e l’occhio lungo degli scout ha dato nuova luce e attenzioni al club, che recentemente sta venendo fuori come un progetto in cui i giovani della academy possono ambire a un posto in prima squadra. L’affermazione di un giovane di belle speranze come David Kramer (Summer League con i Phoenix Suns nel 2019, stagione in G-League con gli Austin Spurs nel 2020) ha dato il via, e oggi alcuni prodotti del settore giovanile ormai occupano un ruolo fisso nel roster a disposizione del coach sloveno, guadagnando minuti tra Bundesliga ed EuroCup. La ciliegina sulla torta è rappresentata dai recenti reclutamenti di eccellenza in NCAA per giocatori come Igor Milicic (Virginia) e Jeremy Sochan (nientemeno che con i campioni in carica di Baylor). A proposito di reclutamento, anche la prima squadra ha attirato parecchie attenzioni: la scommessa Killian Hayes si dimostrò vincente per il giocatore due anni fa, oggi il nuovo oggetto di attenzioni degli Oranges si chiama invece Fedor Zugic. Montenegrino classe 2003, si è affermato prepotentemente sulla scena europea tre anni fa, quando, appena 14enne, ha messo in piedi qualcosa come 18.9 punti di media nelle 7 gare disputate ai campionati europei U16 di Novi Sad. Il Buducnost, club di appartenenza del giocatore, prima ne seguì i progressi in campionato nazionale e successivamente gli diede spazio anche tra Lega Adriatica, Eurolega (esordiente più giovane di sempre) ed EuroCup. Ormai sul taccuino degli scout da diverso tempo, che sia questa la stagione della svolta per il giocatore slavo?

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FEDOR ZUGIC

NATO: 18/9/2003

A: KOTOR (MONTENEGRO)

TEAM: RATIOPHARM ULM

RUOLO: SF

FISICO: 198cm per circa 85kg. Questa ala piccola nel corso degli anni ha lavorato parecchio sul rinforzo del proprio corpo: dalla corporatura asciutta e agile che aveva la prima volta a 14 anni, oggi mette in mostra una maggiore durezza fisica con buoni livelli di forza e una massa muscolare adeguata per competere contro i professionisti. Questa evoluzione corporea si va ad aggiungere agli incredibili mezzi atletici a disposizione del giocatore tra una mobilità costante, una buona capacità di cambiare ritmo e gambe davvero esplosive che lo rendono un atleta dinamico e capace di esprimere tutta la propria aggressività se lasciato libero di scorrazzare a tutto campo. Potrebbe migliorare sulla lateralità e capacità di scivolare in campo.

TECNICA: Se il fisico ha subito dei notevoli miglioramenti, i progressi tecnici negli anni sono stati piuttosto lenti. Ci sono ancora margini di miglioramento sul piano del palleggio, in particolare nella velocità del cambio di mano e controllo della palla, e nel passaggio, dove sta cominciando ad acquisire una mentalità di squadra che ampia i suoi orizzonti sulle opzioni a propria disposizione (prima era solo un passatore da “penetra e scarica”). Incostanti sono ancora i miglioramenti al tiro. Nonostante abbia una meccanica e un rilascio già ben assimilati e una capacità di creare il suo tiro anche dal palleggio, ha difficoltà nel sistemare adeguatamente la palla prima di tirare, soprattutto dal palleggio-arresto-tiro. Si dimostra più efficace da fermo, fatto evidenziato soprattutto nel suo passaggio al professionismo. Sotto il proprio tabellone può aiutare come rimbalzista facendo uso dei suoi mezzi atletici, tuttavia spesso manca la volontà di catturare le palle vaganti.

ATTACCO: Slasher. Attaccare forte l’area facendo uso di una combinazione tra primo passo, uso del fisico e aggressività per arrivare fino in fondo è l’opzione più naturale del suo gioco. Se lasciato libero, può scatenarsi e diventare inarrestabile, ma non ha nemmeno paura del contatto e questo lo rende molto pericoloso quando prende vantaggio. Fare ausilio del blocco potrebbe essere per lui un’opzione aggiuntiva al suo arsenale, se non altro per separarsi dal suo difensore e creare anche il tiro dal palleggio. La sua indole offensiva però si scontra con un QI ancora da sviluppare a livello di decisioni in campo: spesso si ritrova circondato nel cuore dell’area, forzando passaggi e tiri o perdendo addirittura il pallone sotto la pressione e l’accerchiamento della difesa. Inoltre, un controllo maggiore del corpo potrebbe aiutarlo a diversificare le soluzioni in corsa sia per sé stesso che per i compagni. 

DIFESA: Sicuramente ha buoni mezzi a disposizione, soprattutto nella difesa a uomo, con una forte pressione a uomo e un footwork veloce. La spinta dei fianchi però non è sufficiente a contenere i cambi di ritmo degli avversari e questo lo penalizza negli uno contro uno. Tuttavia, la maggiore lacuna (che sia nella difesa sulla palla o lontano dalla palla) è sicuramente la mentalità: manca di attenzione e continuità, a causa del suo forte desiderio della palla che gli fa perdere la cognizione del gioco.

 

In sostanza abbiamo di fronte un atleta con una forte indole competitiva e un istinto terrificante per il canestro, con potenziali di crescita sul piano tecnico e soprattutto mentale. Acquisire una determinata lucidità come giocatore di pallacanestro potrebbe essere la chiave per alzare il suo livello di gioco e di conseguenza anche le sue possibili proiezioni. In una classe ricca e prosperosa nel Vecchio Continente con giocatori del calibro di Yannick Nzosa, Tristan Vukcevic, Nikola Jovic, Ousmane Dieng, Adem Bona, senza dimenticare i nostri italiani Matteo Spagnolo e Davide Casarin, per lui sarà importante sfruttare al meglio quest’anno per rivalutare le gerarchie degli scout. Srecno Fedor!

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